Berlusconi: "Con la sinistra saremmo meno liberi''

Berlusconi: "Con la sinistra saremmo meno liberi''

Berlusconi: "Con la sinistra saremmo meno liberi''

ROMA - Il ritornello è sempre lo stesso: "Le elezioni del 15 e 16 maggio sono elezioni amministrative, ma  dobbiamo vincerle non solo per portare il buon governo nei comuni e nelle province, ma anche, e soprattutto, per confermare e rafforzare  il nostro governo sul piano nazionale". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha affidato al web l'ultimo discorso in vista della chiamata alle urne per molti italiani, nel quale è tornato ad attaccare la sinistra.

 

"Saremmo tutti meno liberi se la sinistra ritornasse al potere e mettesse in atto i programmi che ha annunciato", ha evidenziato il premier, sostenendo che la sinistra "reintrodurrebbe l'Ici, che noi abbiamo abrogato, raddoppierebbe l'imposta sul reddito di Bot e Cct e dei dividendi delle azioni, istituirebbe la patrimoniale, consentirebbe le intercettazioni a tappeto, utilizzandole contro gli avversari politici, e lascerebbe spalancate le porte agli immigrati clandestini per poi concedere loro il voto e spostare la bilancia elettorale".

 

"Il tentativo di Fini e delle sinistre di rovesciare il governo  facendogli mancare la maggioranza in Parlamento è fallito - ha continuato Berlusconi - Ma non solo, ha dato vita a una nuova maggioranza che è oggi più esile nei numeri ma più coesa di prima". "Abbiamo dunque la possibilità- sottolinea il premier- di governare  e finalmente di realizzare quelle riforme dell'architettura istituzionale dello stato, della giustizia e del sistema tributario".

 

Riforme, ha proseguito il premier, "che sinora a causa dei nostri alleati, prima Casini e poi Fini, non eravamo mai riusciti a realizzare perché nella maggioranza non avevamo i numeri per farlo. Sono convinto, invece, che riusciremo in questo nostro disegno entro la fine della legislatura e respingeremo con la politica dei fatti, gli attacchi, gli insulti, le menzogne che l'opposizione e le toghe militanti della sinistra continuano a seminare nelle piazze, nelle televisioni, sui giornali, contro di noi".

 

Immediata la replica del presidente della Camera, che ha ribadito che "nessuno può pensare di non essere sottoposto ai limiti ed ai controlli previsti dalla legge". "In Italia - ha aggiunto - nessuna carica può fare tutto senza rispondere del proprio operato ad altri. E' il risultato dei 'pesi e contrappesi' previsti dalla Costituzione. Se una sola istituzione può fare tutto senza rispondere ad altri, sarebbe una situazione di squilibrio e non avremmo una rigida ripartizione dei poteri".

 

 "Le leggi - puntualizza Fini - le fa evidentemente il Parlamento. Ma non può farle solo in ragione della maggioranza che c'è in quel momento. La legge deve rispettare la Costituzione; per questo c'è nell'ordinamento la Corte costituzionale, il supremo organo che valuta la conformità delle leggi alla Costituzione".

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