Berlusconi graffiato sul mento: ''I giudici vogliono cambiare i governi''

Berlusconi graffiato sul mento: ''I giudici vogliono cambiare i governi''

Berlusconi graffiato sul mento: ''I giudici vogliono cambiare i governi''

TORINO - E' salito sul palco asciugandosi con un fazzoletto un po' di sangue dopo esser stato graffiato sotto il mento da uno sostenitore, scherzandoci su ed affermando di portare "a Roma il sangue versato a Torino per la nostra vittoria". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha iniziato con una battuta il comizio in favore del candidato di centrodestra per le regionali piemontesi, il leghista Roberto Cota che ha tenuto martedì al Lingotto.

 

Un discorso nel quale ha ribadito la volontà del governo di "vincere il cancro", sostenendo che l'obiettivo è quello di lavorare "con grande sforzo sulla ricerca e sulla prevenzione". "Io sono stato toccato e da quando ne sono uscito ho grande rispetto nei confronti della ricerca e della cura", ha aggiunto. Anche a Torino Berlusconi è tornato ad accusare quella che definisce "magistratura politicizzata".

 

"C'è un partito dei giudici - ha sostenuto il leader del Pdl - che interviene nella politica con il fine di cambiare i governi voluti e votati dagli elettori". Per questo, ha affermato, "siamo di fronte a una malattia della democrazia, ad una vera patologia". E allora, ha graffiato Berlusconi, "la sovranità nei fatti appartiene non più al Parlamento ma ai giudici di sinistra".

 

"Se a questi giudici le leggi non vanno bene - ha spiegato - fanno eccezione di costituzionalità e fanno ricorso alla Corte costituzionale che è composta da 11 membri della sinistra e da quattro di centrodestra e così ottengono che tutte le volte la Corte abroghi la legge fatta del Parlamento. Conseguenza: la sovranità nei fatti non appartiene più al Parlamento, ma ai giudici di sinistra".

 

Per questo, ha dichiarato il premier, "nei prossimi tre anni di lavoro faremo per prima cosa una grande riforma della giustizia perché dobbiamo uscire da questa situazione di democrazia ferita e violata. Sarà la prima grande riforma che presenteremo al parlamento" dopo le Regionali e il centrodestra la approverà "anche se non avremo il concorso dell'opposizione".

 

Berlusconi è tornato poi ad attaccare il leader dell'Idv con Antonio Di Pietro, definendolo "il campione del giustizialismo", sostenendo che i suoi attacchi sono "pericolosi". "Le menti fragili - ha dichiarato il premier - possono armare le loro mani contro chi viene descritto una volta come Nerone, un'altra volta come Saddam Hussein".

Prima di lasciare Torino il Cavaliere è tornato a ribadire l'appello ai suoi più volte avanzato in questa campagna elettorale: "Queste elezioni non sono soltanto regionali. Sono una scelta di campo".

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