Berlusconi: guerra contro "chi vuole sfasciare il Pdl''

Berlusconi: guerra contro "chi vuole sfasciare il Pdl''

Berlusconi: guerra contro "chi vuole sfasciare il Pdl''

ROMA - Una battaglia contro "chi vuole sfasciare il Pdl". Silvio Berlusconi torna a rispondere ai membri di ForzaSilvio.it, il social network ufficiale dei suoi sostenitori. Ben oltre 5mila le domande pervenute al premier. Il Cavaliere è tornato ad attaccare non solo nemici interni ed esterni, ma anche giudici, magistrati e stampa, nemici interni ed esterni. Quindi ha proposto la sua idea di Popolo delle Libertà: "Il nostro non è un partito, è un grande movimento di popolo".

 

Parlando degli attacchi di "giudici politicizzati" e "stampa che fa il tifo per la sinistra", secondo Berlusconi "hanno lo scopo di sommergere con calunnie e polemiche i risultati positivi del governo". Quindi ha colto l'occasione per accusare di immaturità i partiti all'opposizione. "Non voglio vivere in un paese illiberale, governato da forze immature o da uomini legati a doppio filo a un passato fallimentare".

 

IL PDL - Poi ha aggiunto: "Certo non saremo noi a tutelare i clientelismi e le oligarchie che anzi consideriamo un cancro da estirpare". Sul Pdl, "è un grande movimento di popolo in cui siamo tutti orgogliosi di riconoscersi e io per primo". Il Popolo delle Libertà "è un movimento che si rivolge a tutti".  

 

Il premier ha evidenziato la specificità del Pdl: "Siamo diversi dagli altri perché siamo nati dal basso con la grande manifestazione del 2 dicembre 2006. E la nostra gente ha scelto il nome e ha voluto che fosse guidato da un leader quale espressione di grande unità". Poi un avvertimento: "Incrinare questa unità sarebbe un errore imperdonabile, è una prospettiva a cui mi opporrò con tutte le forze sicuro di interpretare la volontà della nostra gente".

 

GRANDI OPERE - Berlusconi ha parlato anche del ponte sullo stretto di Messina, i cui lavori "sono già cominciati nel mese di dicembre con il disboscamento delle aree dove sorgeranno i piloni". "Sarà un'impresa epocale, che certo non potrà essere realizzata in uno schioccare di dita. Il precedente governo di centrosinistra, in un Consiglio dei ministri di cinque minuti, aveva azzerato un lavoro di cinque anni: Prodi annullò tutto accettando le richieste dei Verdi, che non volevano disturbare le rotte dei delfini e degli uccelli migratori", ha concluso.

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