Berlusconi: si voti, questa legge garantisce la stabilità

Berlusconi: si voti, questa legge garantisce la stabilità

“E’ nostro convincimento che la cosa migliore per affrontare i problemi del paese è un governo legittimato da un vasto voto popolare che possa essere immediatamente operativo”. Con queste parole il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, apre la strada verso le elezioni anticipate. “Questa legge elettorale ha dato un buon risultato perché ha consentito la governabilità della Camera nonostante avessero solo 24mila voti in più”, ha fatto notare il Cavaliere.


“Confermiamo – ha detto - la disponibilità al dialogo con persone di buona volontà dell’altra parte e anche dopo le elezioni ciò troverà conferma in ciò che noi faremo”.


“Questa legge elettorale ha dato un buon risultato perché ha consentito la governabilità della Camera ad una maggioranza che aveva vinto con appen 24mila voti in più - ha spiegato l’ex premier - e al Senato nessuna legge elettorale avrebbe potuto dare una governabuilità sicura ad una parte che aveva perso le elezioni del Senato con 250mila voti in meno”.


Fini: nessuna alternativa al voto - "Non esistono le condizioni per dare una vita ad una maggioranza parlamentare per fare una legge elettorale”. E’ lapidario Gianfranco Fini al termine dell’incontro con il presidente del Senato Franco Marini, incaricato da Giorgio Napolitano di tentare di formare un governo per la legge elettorale. Dopo Fini a Palazzo Giustiniani è arrivato il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, presente al vertice con Marini nonostante la morte della madre, avvenuta ieri.


Patto tra Walter e Silvio? - Un patto elettorale con il leader del Pd, Walter Veltroni, basato su un programma composto da quindici punti. Secondo il quotidiano “Il Giornale”, è “l'ultima idea che sta accarezzando” il numero uno di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Il Cavaliere avrebbe confidato ai suoi più fedeli collaboratori la proposta di fare una coalizione elettorale con il Pd di Veltroni per ''rilanciare l'Italia''. ''E' un'idea un po' folle, lo so'' avrebbe detto l’ex premier.


''Quanto ci vuole per mettersi d'accordo con Veltroni su quindici punti di programma?'' avrebbe chiesto il Cavaliere ad uno dei suoi collaboratori. ''In fondo - avrebbe aggiunto l'ex premier- Veltroni ha fatto il sindaco, dovrebbe conoscere i problemi concreti della gente e le soluzioni ai problemi della realtà sono solo di buon senso, non sono ne' di destra ne' di sinistra''. Da qui la sua proposta al Pd: ''Perche' non li sfidiamo - avrebbe dichiarato Berlusconi- a provare un accordo vero?''.


Il giorno decisivo - Giornata importante per il nostro paese: è oggi, infatti, l’ultimo giorno utile per il presidente del Senato, Franco Marini, per tentare una mediazione ed evitare il voto anticipato con questa legge elettorale. Alle 11 Marini incontrerà An, poi a seguire Forza Italia e il Partito democratico. Nel pomeriggio toccherà agli ex presidenti della Repubblica. Difficile evitare le elezioni, vista l’indisponibilità del centrodestra ad una riforma della legge elettorale.


Nel caso non ci siano le condizioni politiche, comunque, Marini non tenterà di allungare la vita di un governo che nasce già morto. Questo lo ha confermato anche Enzo Bianco, l’estensore del testo di riforma della legge elettorale su cui si sta trattando in questi giorni.


"Se non ci saranno le condizioni, l'intendimento del presidente del Senato è di rimettere il mandato nelle mani del capo dello Stato", ha riferito Enzo Bianco. Tuttavia Marini ha ribadito a più riprese che un “spiraglio” c’è ancora, almeno fino a quando non avrà incassato il no definitivo di Berlusconi.

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