Berlusconi: ''Con questa crisi niente tagli alle tasse''

Berlusconi: ''Con questa crisi niente tagli alle tasse''

Berlusconi: ''Con questa crisi niente tagli alle tasse''

ROMA - "Con la crisi attuale una riduzione delle tasse è fuori discussione". Silvio Berlusconi sgombera il campo da ogni equivoco sulla riforma fiscale. Durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri che si è tenuto mercoledì mattina il premier ha affermato che l'Esecutivo non intende "assolutamente introdursi in questa campagna elettorale per le elezioni regionali e amministrative con delle promesse di riduzioni delle imposte".

 

Berlusconi ha annunciato che il Governo sta lavorando per una semplificazione del sistema impositivo: il primo provvedimento di taglio che sarà attuato appena possibile, sarà l'introduzione del quoziente familiare come annunciato nella campagna elettorale. "Nessuno di noi ha parlato di 2 o 8 imposte - ha affermato il Cavaliere. - Una semplificazione del sistema tributario e fiscale si impone, ma sarà un lavoro lungo, duro".

 

"Anche i commercialisti si mettono le mani nei capelli quando devono interpretare queste norme - ha evidenziato -. Sarà un lavoro lungo e duro, spero possa essere sufficiente un anno, ma è un lavoro improbo che abbiamo cominciato ad affrontare". Berlusconi è tornato a parlare anche di giustizia: "Nella riforma che stiamo esaminando riproporremo l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione di primo grado". Quindi ha aggiunto: "quando si parla di processo breve c'è una calunnia e una menzogna di fondo".

 

"Con le modifiche che faremo, il processo in Italia resta comunque lungo, tra i più lunghi d'Europa, ma almeno ci saranno tempi certi", ha proseguito. "In Italia - ha aggiunto - i tempi del processo sono i più lunghi previsti in Europa, quindi non si può definire processo breve quello che facciamo. Il processo resta lungo, ma almeno con tempi definiti". Quindi ha punzecchiato alcune trasmissioni televisive che "fanno diminuire l'attenzione e la percezione della politica".

 

"Non a caso l'apprezzamento dei politici e al 7% - ha sottolineato - mentre quello per le istituzioni è sempre elevato. Ciò è dovuto ai pollai e alle risse che si vedono sulle televisioni, pubbliche o private che siano". Al termine della conferenza stampa, durante la quale ha affermato di subire continuamente attacchi politici ("sul piano giudiziario le aggressioni sono parificabili a quelle di piazza del Duomo, se non peggio"), Berlusconi si è congedato con una battuta in latino: "Non prevalebunt".

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