Berlusconi: ''Elezioni anticipate con nuova maggioranza, ma non ci sarà crisi''

Berlusconi: ''Elezioni anticipate con nuova maggioranza, ma non ci sarà crisi''

Berlusconi: ''Elezioni anticipate con nuova maggioranza, ma non ci sarà crisi''

ROMA - "Se mai dovesse verificarsi un cambiamento di maggioranza, ma è un'ipotesi che non esiste, ci tengo a dirlo chiaro, sarebbe inevitabile il ricorso ad elezioni anticipate". Così il premier, Silvio Berlusconi, rispondendo a Bruno Vespa per il libro 'Donne di cuori'. Il Cavaliere ha affrontato alcuni dei principali argomenti dell'agenza politica, tra cui la riforma della giustizia: "Per dialogare è necessario essere in due e soprattutto aver rispetto dell'avversario".

 

Accusando gli ex leader del Pd, Dario Franceschini e Walter Veltroni, di averlo insultato e demonizzato, Berlusconi si è detto pronto a dialogare con Pierluigi Bersani se £deciderà di cambiare registro e di concorrere alle riforme importanti per il futuro dell'Italia, il più contento sarò io. Sul rapporto con Gianfranco Fini e Umberto Bossi: "Un "governo del presidente"? Lo escludo nel modo più assoluto. Se mai dovesse verificarsi un cambiamento di maggioranza, ma è un'ipotesi che non esiste, ci tengo a dirlo chiaro, sarebbe inevitabile il ricorso ad elezioni anticipate".

 

Berlusconi ha poi affermato che la concessione della presidenza di due Regioni del Nord alla Lega è "ancora sul tavolo". Questo non rischia di ridimensionare il Pdl: "L'alleanza con la Lega è davvero solida - ha affermato -. Non c'è nessun problema nell'individuazione dei candidati alle elezioni regionali anche perché presenteremo in ogni regione del Nord un ticket che indicherà un presidente del Pdl e un vice della Lega e viceversa. Nessun pericolo di sganciamento leghista, dunque. Tra me e Umberto Bossi c'è un patto ormai consolidato fondato anche sull'amicizia e sull'affetto".

 

Sul tema alleanze, Berlusconi ha dichiarato che la collocazione dell'Udc non può che essere nel centrodestra: "L'Udc è con noi nel Partito del Popolo Europeo, che è la grande famiglia della libertà e della democrazia in Europa. Negli altri paesi dell'Unione i partiti popolari non si alleano con la sinistra, non sono disponibili ad allearsi con una parte o con l'altra. Questo non è casuale".

 

"È la conseguenza del fatto che i nostri valori, i nostri programmi, la nostra economia sociale di mercato, sono concezioni alternative a quelle della sinistra - ha aggiunto -. Questo avviene persino in Paesi nei quali esiste una sinistra socialdemocratica e riformista vera, a differenza di quella con cui abbiamo a che fare in Italia che ha cambiato più volte nome, dal Partito Comunista al Partito Democratico, ma non ha mai rinnegato le sue radici e non ha mai, sostanzialmente, cambiato la sua politica e il suo modo di condurre la lotta politica". Dunque - ha concluso Berlusconi - la collocazione strategica dell'Udc non può che essere nel centro destra, e noi attendiamo fiduciosi che questo avvenga".

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