Berlusconi: ''Il lodo Alfano riequilibria potere delle toghe rosse''

Berlusconi: ''Il lodo Alfano riequilibria potere delle toghe rosse''

Berlusconi: ''Il lodo Alfano riequilibria potere delle toghe rosse''

ROMA - "Molti settori politici, della maggioranza e dell'opposizione hanno manifestato nei mesi scorsi di essere d'accordo sul ripristino dell'immunità per chi viene eletto in Parlamento, immunità incautamente cancellata nel 1993, con il risultato di consegnare alla magistratura politicizzata un potere enorme". E' quanto ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a Bruno Vespa nel libro "Nel segno del Cavaliere" che sarà in vendita da venerdì.

 

Il premier ha evidenziato che il Paese si è trovato davanti a "un potere privo di contrappesi, che purtroppo abbiamo visto all'opera anche nelle recenti elezioni regionali, quando le toghe politicizzate hanno dettato i tempi e perfino i contenuti della campagna elettorale". "Il tema dell'immunità - ha aggiunto il Cavaliere - riguarda a maggior ragione le cariche più alte dello Stato e i membri del governo. Per questo cercheremo di arrivare a una soluzione il più possibile condivisa, ma senza sottostare a veti di alcun tipo".

 

"Nessuno ha mai pensato di sottoporre i pm al potere politico - ha chiosato Berlusconi - ed è solo l'ultima delle accuse che ci vengono lanciate per metterci i bastoni nelle ruote". "Occorrerà dunque mettere mano alla Costituzione?", ha chiesto Vespa. "Sicuramente - ha detto il Cavaliere -. Questi cambiamenti presuppongono una riforma della giustizia di tipo costituzionale, che porterà a cambiamenti non più rinviabili".

 

A proposito delle proprie vicende giudiziarie Berlusconi aggiunge: "Sui miei processi con giudici super partes io non ho alcuna preoccupazione. Quei processi però sono la vera anomalia italiana: le aggressioni pretestuose e a getto continuo contro un presidente del Consiglio che ha giurato la sua innocenza in processi che non hanno fondamento alcuno".

 

E ha aggiunto: "Nessuno di questi processi politici può portare a una condanna. Sono semplicemente processi costruiti sul nulla per inchiodare il presidente del Consiglio sulla graticola mediatica. Questo è il vero scandalo. Una magistratura politicizzata - ha concluso - che usa i processi come strumento di lotta politica contro chi è stato eletto democraticamente dalla maggioranza degli italiani".

 

Vespa ha quindi affrontato con il premier la questione del legittimo impedimento del presidente del Consiglio al quale Berlusconi - si legge nell'anticipazione del libro - non sembra tuttavia avervi rinunciato. "Il provvedimento approvato al Senato sulla "ragionevole durata del processo", che non è affatto breve (può durare purtroppo fino a 15-16 anni, nei casi peggiori) ha affermato il Cavaliere - consentirà di fissare una data limite, oltre la quale non si potrà più continuare nella finzione di una giustizia giusta".

 

"Dai limiti introdotti - ha ricordato - sono esclusi i reati più gravi, come mafia, terrorismo, criminalità organizzata, e questo dovrebbe dare a tutti le necessarie garanzie circa un provvedimento che non significa impunità, amnistia mascherata". "Ricordiamoci - ha proseguito - che i procedimenti arretrati, tra penale e civile, sono quasi 9 milioni. E che i tempi della nostra giustizia sono talmente lenti che l'Italia è al 156/mo posto su 180 considerati da una classifica stilata dalla Banca Mondiale, una graduatoria che ci vede dietro perfino a diversi Paesi africani".

 

"È proprio per la lentezza della nostra giustizia civile che molti investitori stranieri non vengono in Italia. Come si può attendere più di dieci anni per farsi rimborsare un credito? È una vergogna che vogliamo cancellare. Prima ci riusciremo - ha concluso - meglio sarà per tutti".

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