Berlusconi: ''In Italia c'è fin troppa libertà di stampa''

Berlusconi: ''In Italia c'è fin troppa libertà di stampa''

Berlusconi: ''In Italia c'è fin troppa libertà di stampa''

ROMA - In Italia "c'è fin troppa libertà di stampa". Silvio Berlusconi si toglie l'ennesimo sassolino dalla scarpa dopo la bocciatura contenuta nel rapporto di Freedom House, secondo il quale il Bel Paese si trova al 72esimo posto nel mondo in fatto di libertà di stampa e al 24esimo tra le 25 nazioni dell'Europa occidentale. Un'affermazione subito contestata dalle opposizioni. "Berlusconi le spara fin troppo grosse", ha tagliato corto Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera.

 

"Non vorremmo neanche replicare a chi dice che c'è fin troppa libertà di stampa, perchè non è mai troppa - ha aggiunto -. Sappiamo che Berlusconi non gradisce le voci libere ed i giornalisti con la schiena dritta, tanto che tenta continuamente di mettere il bavaglio alla stampa". Giorgio Merlo, vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, ha ricordato che "l'Italia in materia di libertà di stampa, è in fondo alla classifica dei paesi più sviluppati". E che "dal 1994, e cioè dalla discesa in campo di Berlusconi", c'è un "rapporto anomalo e singolare tra la politica e l'informazione, che esiste tuttora".

 

Per il senatore del Pd Vincenzo Vita le parole del premier sono "irresponsabili" e "fanno pensare a battute tipiche dei regimi dittatoriali". "La libertà di stampa non è mai troppa - ha detto Jacopo Venier del Pdci -. La lingua di Berlusconi evidentemente batte dove il dente duole. Per chi ha chiamato il suo partito Popolo della libertà un'espressione del genere è una clamorosa ammissione della vocazione autoritaria, plebiscitaria e antidemocratica del premier".

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