Berlusconi: ''Più poteri al governo''

Berlusconi: ''Più poteri al governo''

Berlusconi: ''Più poteri al governo''

PARMA - "Nel 2010 saremo il Paese con il più basso deficit primario, cioè al netto del debito pubblico". Lo ha garantito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo sabato mattina al convegno di Confindustria di Parma. Il Cavaliere ha poi precisato che "nel 2009 abbiamo avuto una diminuzione del Pil contenuta, del 5%. Come Germania, Gran Bretagna e Giappone e molto più bassa di altri Paesi dell'Unione Europea". Quindi ha parlato delle misure anti-crisi.

 

L'Esecutivo, ha ricordato Berlusconi, ha adottato "almeno 12 provvedimenti che hanno permesso all'Italia di registrare risultati, in termini economici, molto migliori rispetto a quelli di altri paesi europei e, per alcuni indicatori, anche degli Stati Uniti". Insomma, ha sottolineato, "il declino dell'Italia di cui tanti parlano davvero non c'è". Il presidente del Consiglio ha approfittato dell'occasione per affrontare il tema delle riforme.

 

"I padri costituenti - ha detto Berlusconi - hanno definito un assetto istituzionale che dà tutti i poteri alle assemblee parlamentari: l'esecutivo non ha nessun potere nel nostro sistema costituzionale". La riforma costituzionale, ha aggiunto, dovrà esser affrontata con il contributo di tutti ma l'orientamento della maggioranza è per una riforma semipresidenziale sul modello francese con però l'elezione contemporanea del Parlamento e del presidente del consiglio.

 

Berlusconi ha poi puntualizzato come sia importante "dare al presidente del consiglio gli stessi poteri di intervento che hanno i suoi colleghi europei". Quindi ha ribadito l'intenzione di portare a termine la riforma della giustizia per un ammodernamento del campo penale, con la separazione delle funzioni tra pm e giudici, e per la riduzione dei tempi della giustizia civile.

 

Poi non ha risparmiato un attacco alla Corte costituzionale, accusandola di avere una maggioranza di giudici di sinistra che assecondano le richieste di "una certa corrente della magistratura che si oppone a tutte le leggi che considera scomode".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di skorpio
    skorpio

    Se i nostri Padri Costituenti oltre 60 anni fa hanno voluto per il nostro Paese un sistema Parlamentare, un motivo ci sarà, e mi sembra anche facilmente intuibile. Oggi ci troviamo in un sistema che è ancora Parlamentare, ma già fortemente inquinato, attraverso un sistema elettorale definito dallo stesso che l'ha fatto "porcellum", da meccanismi elettorali di tipo maggioritario che fanno a pugni con la nostra storia e la nostra cultura, con una psedudo "pre-indicazione" del Primo Ministro, con i rappresentanti del popolo (deputati) non scelti dai cittadini stessi ma preventivamente "selezionati" dalle segreteria dei Partiti, (quando le segreterie ci sono) e quindi, ancora una volta la classica metodologia più o meno "raffazzonata" all'italiana. Solo che qui si tratta di roba molto seria, molto importante, direi scottante per gli equilibrii ed il futuro democratico del nostro Paese. Ma forse alla maggioranza degli italiani tutto ciò poco importa, non rendendosi conto di essere usurpati giorni dopo giorno, del proprio potere di veto e di scelta della propria classe politica e dirigente... Salvo poi lagnarsi e rivoltarsi quando ormai i giochi saranno fatti (da tempo) e quindi quando "i buoi ormai saranno scappati dalla stalla". Nei tanto declamati tempi moderni molte cose sono virtuali, temo che a breve anche la nostra Democrazia potrà essere definità in questo modo.

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