Berlusconi: ''Voglia chiara di sabotare il dialogo''

Berlusconi: ''Voglia chiara di sabotare il dialogo''

ROMA - “Siamo in un Paese malato dove non c’è più la libertà”. E’ l’amaro commento di Silvio Berlusconi tornando sulla vicenda della intercettazioni. Secondo il Cavaliere c’è “una voglia chiara di sabotare quell'accordo di buon senso che sta per nascere, quel dialogo che sta per nascere tra due parti che finora si erano guardate con molta diffidenza”. “Tra me e Veltroni – ha sottolineato l’ex presidente del Consiglio - non c’è stato alcun accordo segreto”.

“Quando un organo di stampa interviene sulle conversazioni che tra dirigenti Rai e dirigenti Mediaset assolutamente normali, anzi dovute, - ha dichiarato Berlusconi a chi gli ha chiesto se possano esserci in corso manovre per sabotare il dialogo avviato sulla riforma della legge elettorale - e poi si usa quest'ultima vicenda, credo che ci sia una voglia chiara di sabotare quell'accordo di buon senso che sta per nascere, quel dialogo che sta per nascere tra due parti che finora si erano guardate con molta diffidenza".

Il leader di Forza Italia ha presentato un esposto al ministro della Giustizia, Clemente Mastella in merito all’articolo pubblicato su ‘Repubblica’ secondo il quale il Cavaliere sarebbe indagato dalla Procura della Repubblica di Napoli sul presunto caso di corruzione di senatori contatti con lo scopo di fare cadere il governo Prodi. Intanto la Guardia di Finanza ha perquisito l’abitazione dell’autore dell’articolo, Giuseppe D’Avanzo.

Berlusconi, tornando alla notizia dell'inchiesta per corruzione e sulle intercettazioni pubblicate su ‘Repubblica’ ha dichiarato: “Penso, a questo punto, che c'è una mania di controllo da parte di un certo numero di persone che sono ormai fuori da quelli che sono i comportamenti costituzionalmente corretti”.

Il Csm ha aperto due pratiche sul caso Berlusconi. La prima a tutela dei pm di Napoli rispetto agli attacchi dello stesso ex premier Silvio Berlusconi, la seconda per vagliare la possibilita' di attuare interventi normativi per evitare che si ripetano fughe di notizie sulle inchieste in corso. A deciderlo e' stato il Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli che questa mattina e' stato riunito in via d'urgenza dal vice presidente Nicola Mancino.

Il Csm deve valutare se vi sono "condotte rilevanti sotto il profilo dell'incompatibilità" dei pm di Napoli che indagano su Silvio Berlusconi. Occorre cioè verificare se ci sono gli estremi per avviare nei loro confronti una procedura di trasferimento d'ufficio. E’ quanto è stato chiesto al comitato di presidenza di palazzo dei Marescialli dai laici della Cdl, in un documento sottoscritto affinchè sul casi venga aperta una pratica in prima commissione. Al centro dell'indagine, secondo i laici dovrà esserci la fuga di notizie e la valutazione sul rispetto delle regole parlamentari nell'utilizzo delle intercettazioni. Due punti già contenuti nell'esposto presentato ieri al Csm e al ministro della Giustizia dallo stesso Berlusconi.

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