Bersani: "Ripartire dai problemi della gente"

Bersani: "Ripartire dai problemi della gente"

Bersani: "Ripartire dai problemi della gente"

"Dobbiamo organizzare un reazione forte. C'e' in gioco l'Italia". E' il grido del segretario del Pd Pier Luigi Bersani che ha rivolto ai senatori democratici all'indomani della sconfitta del centrosinistra nell'ex roccaforte Mantova. Bersani ha risposto anche a Romano Prodi che aveva lanciato l'idea di abrogare le primarie e di affidare ai segretari regionali il compito di nominare il segretario nazionale del Pd: "non è il momento" per riaprire il dibattito "sulla forma partito". 

 

"Tutte le vicende ci insegnano qualcosa e quindi faremo delle modifiche per dare più spazio ai territori", ma questo però non è il centro della discussione, perché noi dobbiamo parlare all'Italia". Il leader del Pd ha evidenziato come nelle ultime elezioni si sia verificato "un distacco molto forte fra i cittadini e la politica che è stato certamente un elemento di difficoltà per noi ma non si può oscurare il fatto che anche la destra mostra per la prima volta una flessione".

 

"Il problema è quindi come riportare più vicina la politica ai cittadini e i temi economici e sociali sono quelli da cui riprendere l'iniziativa, a cominciare dalle nuove generazioni che sono senza prospettiva", ha chiosato. Bersani non ha nascosto le difficoltà interne al Pd; per questo motivo ha chiesto "una riflessione e ad una discussione interna", ammettendo "una pluralità di anime" all'interno del Pd "che a volte faticano a trovare una sintesi".

 

Bersani ha toccato anche il tema delle riforme, spiegando che "sarebbe meglio se le riforme avvenissero in un clima collaborativo e di dialogo. Ma se anche non fosse così, voglio precisare che noi una nostra proposta ce l'abbiamo, abbiamo il disegno di legge Finocchiaro-Zanda. Mentre quella del centrodestra non mi è nota".

Commenti (1)

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    ilmatterello

    FRANCIA O SPAGNA PURCHE' SE MAGNA Con il turno di Domenica, si è chiuso il ballottagio nella elezione dei sindaci di diversi comuni, sparsi un po� in tutta Italia. Tra tutti, mi preme comunque mettere in evidenza un risultato, non tanto perchè va considerato eccezionale, ma per i suoi risvolti che a mio parere vanno oltre il voto stesso. Il contesto è quello di Pomigliano D�arco la quale, dopo molti anni, da roccaforte operaia e rossa, è passata in mano ad una maggioranza di Centro- Destra. La situazione in cui tutto ciò è avvenuto, come voi sapete, è quella di una grave crisi che potrebbe colpire tutta la zona nell�ambito della ristrutturazione che la FIAT intende fare, con ripercussioni a livello occupazionale. Nonostante ciò , gli elettori hanno scelto di eleggere un sindaco di Centro- Destra, in barba a tutte le considerazioni che avrebbero portato a pensare, che un sindaco di Centro- Sinistra, avrebbe cercato di salvaguardare di più il loro posto di lavoro e l�economia del luogo. In questa scelta c�è, a mio parere qualcosa di più che una semplice adesione politica, c�è un un diverso contesto culturale regressivo che ha portato, quei cittadini, a pensare che sia inutile lottare per la propria sopravvivenza, meglio essere alleati con chi rappresenta, in qualche modo, il potere forte che potrà un domani decidere sulla sua sorte. Ha prevalso, in poche parole, non la lotta per ma il concetto di ricerca della benevolenza, un po� medioevale, del più forte . Non è solo che il vento politico tira a destra nel nostro paese, è una visione della vita e della propria esistenza che è cambiata; perchè lottare, meglio affidarsi alla clemenza del più forte, anche se questi difficilmente farà pregionieri. Se il Centro- Sinistra poi non riesce a qualificarsi, in un contesto simile a quello di Pomigliano D�arco, vuol dire che ha veramente bisogno di ripensare a se stesso perchè quelle �anime rubate� gridano vendetta. ilmatterello.wordpress.com

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