Birmamia, revocati arresti domiciliari a Suu Kyi. Ma resta in carcere

Birmamia, revocati arresti domiciliari a Suu Kyi. Ma resta in carcere

Birmamia, revocati arresti domiciliari a Suu Kyi. Ma resta in carcere

La giunta militare al potere in Birmania ha deciso di non prorogare gli arresti domiciliari a Aung San Suu Kyi. Tuttavia la leader del movimento democratico resta nel carcere di massima sicurezza di Insein, dove è ancora sotto processo per aver infranto gli arresti domiciliari consentendo all'inizio di maggio l'ingresso nella sua abitazione di Rangoon allo statunitense John William Yettar, che aveva raggiunto a nuoto la villa su lago.

 

Il premio Nobel nel frattempo ha preso la parola nel processo spiegando ai giudici di non aver violato i limiti imposti dagli arresti domiciliari, concedendo rifugio a un mormone americano. Inoltre ha spiegato che spettava alla giunta impedire che arrivasse a nuoto alla sua abitazione. Qualora venisse ritenuta colpevole, Suu Kyi potrebbe essere condannata fino a 5 anni di reclusione, che gli precluderebbe così la partecipazione alle elezioni parlamentari in programma nel 2010.

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