Bonaccini presenta in aula il programma di governo: “Sobrietà, lotta a burocrazia e ossessione lavoro”

Bonaccini punta poi a “dimezzare le società pubbliche e partecipate” nei cinque anni di legislatura, per ricavare risorse da investire nella formazione, nella cultura (l’impegno è a triplicare i fondi), nello sport (con la speranza di contribuire alla candidatura olimpica per il 2024)

Lunedì prossimo, la Giunta regionale si riunirà a San Felice sul Panaro e non si tratterà di un’eccezione, perché l’obiettivo è convocarla di frequente in vari luoghi del territorio. È quanto annuncia Stefano Bonaccini, presidente della Regione, in apertura del discorso in Assemblea legislativa con cui ha presentato il programma di governo di legislatura. Novanta minuti in cui ha illustrato gli obiettivi a breve e medio termine, indicando le sue priorità e gli impegni vincolanti.

“Città più belle e non città più grandi” è lo slogan che sintetizza l’obiettivo della riqualificazione e del recupero urbano, contro il consumo di suolo e per incisivi interventi a difesa del territorio. “Una crescita nel segno dell’equità”, rinnovando le tradizioni emiliano-romagnole di coesione sociale. “Governare con i cittadini e non solo per i cittadini”, volendo rilanciare il protagonismo delle comunità locali e trarre una lezione dallo “schiaffo drammatico venuto con l’astensione al voto regionale”.

Bonaccini punta poi a “dimezzare le società pubbliche e partecipate” nei cinque anni di legislatura, per ricavare risorse da investire nella formazione, nella cultura (l’impegno è a triplicare i fondi), nello sport (con la speranza di contribuire alla candidatura olimpica per il 2024). “Non aumenteremo le tasse regionali, ma collaboreremo lealmente con il governo”, prosegue, aggiungendo di voler essere in prima fila nell’ambito del riordino istituzionale, per il superamento delle Province e la creazione di tre o quattro enti intermedi di area vasta, “perché la Regione non ha la minima intenzione di gestire di più”; ma è altresì evidente che servono le risorse per salvaguardare il personale delle Province, perché “non lasceremo a casa nessuno”.

Il presidente della Giunta ha indicato fra le priorità del mandato la riduzione delle liste d’attesa per le prestazioni mediche e “un significativo miglioramento” delle condizioni in cui si esercita il trasporto dei pendolari. Sottolinea poi come servano strumenti più incisivi per una “lotta senza quartiere alle infiltrazioni malavitose” e diffondere la cultura della legalità.

Lo stile di governo, scandisce Bonaccini, sarà caratterizzato “da una sobrietà che si fa forza di quanto è stato fatto nella precedente legislatura”, con ulteriori tagli alle indennità e ai costi di funzionamento della macchina amministrativa. E dopo un omaggio suggestivo a due figure lontane eppure affini come quelle di Arpad Weisz e Maurizio Cevenini, il presidente della Giunta torna a battere su quella che considera l’assoluta priorità del suo mandato: “Lavoro, lavoro, lavoro”; parti sociali e università, chiude il presidente della Giunta,  verranno coinvolti nelle prossime settimane per arrivare a stilare, entro l’estate, un “patto per il lavoro”, che abbia al centro il contrasto alla disoccupazione, la creazione di lavoro qualificato, la capacità di cogliere occasioni fondamentali come l’Expo.

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