Bufera nel Pdl, caso Verdini. Berlusconiani contro Bocchino

Bufera nel Pdl, caso Verdini. Berlusconiani contro Bocchino

Bufera nel Pdl, caso Verdini. Berlusconiani contro Bocchino

ROMA - E' sempre più bufera all'interno del Pdl. Il ministro Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, hanno definito di una "gravità in maniera inaudita" le dichiarazione su Denis Verdini, che ha spiegato di esser a conoscenza dei verbali di intercettazioni riguardanti le indagini giudiziarie in corso legate all'affare dell'eolico in Sardegna. Bocchino, hanno aggiunto Bondi e Cicchino, "ha l'obbligo di riferire come sia giunto in possesso di tali verbali".

 

"Questa vicenda dimostra a quale livello di degrado e di spregiudicatezza giungano alcuni esponenti politici - hanno aggiunto -. Inoltre rivela, se fosse confermata, l'intreccio perverso non solo tra una parte della magistratura e il mondo dell'informazione, ma anche tra ambienti giudiziari e esponenti politici, che utilizzano notizie coperte da segreto istruttorio come strumento di lotta politica".

 

La replica di Bocchino non ha tardato ad arrivare: "Possono star tranquilli che non c'è alcun complotto in giro, né misteri. Quando ho parlato di atti che a mio giudizio porranno un problema di opportunità politica a Berlusconi sul caso Verdini, mi riferivo semplicemente all'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Carboni e soci, documento in possesso di tutte le redazioni dei giornali".

Il vicecapogruppo Pdl alla Camera ha aggiunto: "A pagina 50 si parla di un'informativa dei carabinieri di duemila pagine con allegate altre 4000 pagine di atti e documenti, gran parte intercettazioni. Sempre a pagina 50 c'è scritto che il pm allo stato ha formalizzato richieste solo per il reato associativo e non per i delitti-fine quali corruzione, abuso d'ufficio e altro, chiarendo a pagina quattro di aver utilizzato soltanto le telefonate con parlamentari necessarie a sostenere la misura nei confronti degli altri indagati. Tutto chiaro e limpido pertanto, senza alcun mistero".

Sul fronte delle indagini, il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci ha formalizzato la richiesta di rinvio dell'interrogatorio originariamente fissato dai magistrati della Procura di Roma per martedì alle 18. All'origine del rinvio un'esigenza professionale del difensore Guido Manca Bitti che marted' sarà impegnato per tutto il giorno in un processo a Cagliari. Nelle prossime ore i magistrati romani comunicheranno all'avvocato di Cappellacci la nuova data.

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