Caccia alle balene: per un anno il Giappone rinuncia alle megattere

Caccia alle balene: per un anno il Giappone rinuncia alle megattere

TOKIO - Il 2008 sarà un anno più sicuro per le megattere. Il Giappone aveva infatti deciso, per la prima volta da 40 anni, di includere, nella cruenta caccia ai cetacei, anche questa specie di balene, considerata a rischio di estinzione. Fortunatamente, grazie alle forti pressioni internazionali, il funzionario del governo di Tokio Nobutaka Machimura, ha annunciato di rinunciare a questo ‘bottino’, per almeno un anno.


Anche l’Australia, per la prima volta da 12 anni, aveva assunto una posizione contraria a questa pratica, dopo l’elezione del neo premier Kevin Rudd, che aveva annunciato la partenza di una nave per controllare l’attività di caccia delle baleniere giapponesi.


Il mese scorso erano partite sei navi giapponesi verso l’Antartide, con una previsione allarmante: la pesca di 935 cetacei, la cifra più rilevante degli ultimi vent’anni.


Oltre al premier australiano, che intende muoversi anche sul piano giudizirio, la pressione arrivava ovviamente dai movimenti ambientalisti: la nave Sea Shepard, salpata due settimane fa dalle coste dell'Australia Occidentale, ha promesso una serrata battaglia alle baleniere. L'Esperanza, la nave di Greenpeace, è salpata giovedì, dal porto di Auckland, con l’intenzione di impedire la mattanza, posizionandosi tra balene e balenieri.


Il ministro degli Esteri giapponese, Masahiko Komura, ha difeso i il programma di pesca nipponico, sostenendo che rientra nei trattati internazionali, mostrando però un’ apertura alla discussione sul fronte internazionale.



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