Camera, standing ovation per discorso Fini

Camera, standing ovation per discorso Fini

Camera, standing ovation per discorso Fini

Quindici minuti di discorso, interrotto da sedici applausi, fino alla standing ovation finale. E' cominciata così l'"avventura" di Gianfranco Fini da presidente della Camera, eletto alla quarta votazione con 335 preferenze su 611 votanti. Fini ha strappato la prima manifestazione di consenso bipartisan con il saluto iniziale al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Sono un uomo di parte ma garante di tutti" ha dichiarato l'ormai ex leader di An.

 

Applausi convinti anche quando il nuovo presidente della Camera rende omaggio ''a tutte le donne e a tutti gli uomini che servono lo Stato'' nelle file della magistratura e delle forze dell'ordine, o quando ricorda il sacrificio dei militari italiani impegnati nelle missioni internazionali. Fini ha anche ricordato che il 25 aprile e il 1 maggio "devono essere giornate condivise da tutto il popolo italiano".

 

TRICOLORE - Nel discorso di insediamento alla Camera, Fini ha reso "omaggio alla bandiera Tricolore che qui e' esposta e che e' il simbolo della nostra nazione, in essa si riconosce il nostro popolo''.

 

"ONERE DEPUTATI DIMOSTRARE CHE NON SONO UN CASTA". "E' un onere dei deputati dimostrare che non sono casta". Ha dichiarato il neopresidente della Camera. Lo devono fare, ha spiegato "con la forza incontrovertibile dei fatti" per contrastare "il rischio di disaffezione e disistima". Dal neo presidente della Camera un elogio del 25 aprile e del primo maggio, giornate  che "devono essere condivise da tutto il popolo italiano".

 

SALUTO A NAPOLITANO ED AL PAPA - Nel suo discorso di insediamento Fini ha rivolto un "doveroso e sincero" saluto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, un pensiero al neo eletto presidente del Senato Renato Schifani ed un omaggio a Benedetto XVI. "La XVI - ha auspicato il neo presidente della Camera - dovrà essere davvero una legislatura Costituente".

 

RELIGIONE CRISTIANA FONDAMENTALE PER IDENTITÀ PATRIA -  "La laicità delle istituzioni e' principio irrinunciabile della nostra come di ogni moderna democrazia. - ha dichiarato Fini nel suo discorso dedicato ai rapporti fra Stato e Chiesa -. Ed e' proprio in nome di tale principio che il Parlamento deve saper riconoscere il ruolo fondamentale che, nell'arco dei secoli, la religione cristiana ha avuto, e ha tuttora, nella formazione e nella difesa della identita' culturale della Nazione italiana".

 

MINACCE A LIBERTA' DA RELATIVISMO CULTURALE - Per il neo presidente della Camera le insidie alla liberta' non vengono dalle "ideologie antidemocratiche del secolo scorso" bensi' "dalla errata convinzione che liberta' significhi pienezza di diritti e assenza di doveri e finanche di regole". Nel suo discorso di insediamento Fini sottolinea che "la liberta' e' minacciata nello stesso momento in cui, come sta avvenendo per alcune questioni, nel suo nome si teorizza la presunta impossibilita' di definire cio' che e' giusto e cio' che non lo e'".

 

"CHI NEGA INFAMIA TOTALITARISMI ISOLATO TRA ITALIANI" - Nel suo discorso di insediamento alla presidenza della Camera, Fini ricorda che anche questa volta la legislatura si avvia a cavallo fra la Festa della Liberazione del 25 aprile e quella del Lavoro del 1° maggio: "Celebrare la ritrovata liberta' del nostro popolo e la centralita' del lavoro nell'economia e' un dovere cui nessuno si puo' sottrarre. Specie -prosegue Fini- se vogliamo vivere il 25 aprile e il 1° maggio come giornate in cui si onorano valori autenticamente condivisi e avvertiti come vivi e vitali da tutti gli italiani ed in particolare dai piu' giovani".

 

"CAMERA SIA BUON ESEMPIO PER RIDUZIONE SPESE" "Fin d'ora chiedo a ognuno di voi, onorevoli colleghi, collaborazione e sostegno per far si' che la Camera dei Deputati sia un buon esempio per tutti gli italiani in materia di trasparenza interna, corretto utilizzo del denaro del contribuente, riduzione delle spese, valorizzazione dei meriti e delle capacita'" ha dichiarato Fini, rivolgendo un appello, all'insegna dell'austerita', direttamente ai parlamentari.

 

Bossi: Tricolore fatto storico logico che fini ne parli ''Io sono federalista e non mi piace il nazionalismo centralista, ma il tricolore e' un fatto storico. E' logico che Fini lo dica nel momento in cui si insedia'' da presidente della Camera. E' quanto afferma il leader della Lega, Umberto Bossi, commentando il discorso del neoeletto presidente della Camera, Gianfranco Fini, ritenendolo "moderato, come si addice all'occasione".

 

Borghezio: Da Fini mi aspettavo di più su pericolo islam L'europarlamentare della Lega Mario Borghezio segue in piedi, da uno dei monitor posti alle pareti del Transatlantico, le prime parole di Gianfranco Fini da presidente della Camera. ''Un discorso molto istituzionale, compatibile con gli accordi di governo nella parte dedicata al Nord. L'ho trovato pero', senza che questo sembri una critica personale, un pochino sottotono rispetto alle capacita' oratorie di Fini. Sinceramente -rileva Borghezio- speravo in parole piu' incisive sul pericolo rappresentato dall'espansione del fondamentalismo islamico''.

 

D'Alema: Fini apprezzabile ma da misurare dai fatti. "Si deve apprezzare lo sforzo di Fini di fare un discorso per l'intero Parlamento, un esercizio impegnativo per lui che e' un leader di partito, un uomo di parte come ha detto lui stesso. Ci sara' l'onere della prova, bisognera' vedere il suo operato quotidiano". Massimo D'Alema commenta cosi' il discorso del neo presidente della Camera.

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