Caos liste, Bossi: ''Lasciamo stare il decreto''

Caos liste, Bossi: ''Lasciamo stare il decreto''

Caos liste, Bossi: ''Lasciamo stare il decreto''

ROMA - "Si troverà una soluzione, ma non per un decreto". Il ministro alle Riforme e leader della Lega Umberto Bossi, ha preso la parola in merito al caos delle liste elettorali che compromette la corsa alle in Lazio ed in Lombardia del Pdl. Pressato dai giornalisti, all'eventualità di un decreto Bossi ha risposto: "Lasciate stare il decreto, si trovera' la soluzione". Il ministro ha quindi aggiunto che della questione ne discuterà con il premier Silvio Berlusconi.

 

GASPARRI - "Occorre un'iniziativa di carattere legislativo che possa consentire un regolare svolgimento delle elezioni con il rispetto delle norme costituzionali. E' necessaria per garantire un diritto sostanziale", ha dichiarato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, sottolineando che la questione dell'esclusione delle liste nel Lazio e in Lombardia deve "trovare una soluzione, condivisa da tutti, ma ci deve essere necessariamente" e "lo dico come difesa dei valori fondamentali della democrazia".

 

Gasparri ha ricordato che "Roberto Formigoni e' stato eletto nel '95 presidente della Lombardia con 2.200.000 voti. E' stato confermato nel 2000 con 3.500.00 e nel 2005 con 2.800.00 voti, queste persone hanno rappresentato circa 3 milioni di lombardi. Ora qui stiamo discutendo di fronte a milioni di cittadini che votano se c'era il timbro giusto tondo o quadrato su 2 o 300 firme. Noi pensiamo che le norme siano state rispettate e i ricorsi ci daranno ragione, pero', e' negabile la rappresentativita' del Pdl? Questi milioni di persone non contano? Non esistono? Qui parliamo di democrazia".

 

MATTEOLI - "Se non c'e' una soluzione per via giudiziaria perche' ci sono alcune cose insormontabili, sono favorevole a una soluzione politica". E' quanto ha affermato il ministro Altero Matteoli, dicendosi convinto "che non si possono lasciare 15 milioni di cittadini, nel Lazio e in Lombardia che vedranno eletti i loro presidenti a tavolino, non e' possibile". Il ministro ammette "che ci sono stati errori, negligenze, timbri messi piu' o meno sui fogli giusti come ritardi piu' o meno giustificati. Questo va approfondito ma non possiamo pensare- ha evidenziato- che non si possano scegliere democraticamente i presidenti".

 

BERSANI - "Io sono preoccupato di questa vicenda. Ma consiglio a tutti di attendere tutte le verifiche in corso", ha commentato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, invitando la maggioranza "a non scaricare le responsabilita' su tizio, caio, sui comunisti e sui magistrati". Secondo Bersani, il principale problema che la maggioranza deve porsi in ordine alla vicenda delle liste e' quello della parita' di condizioni tra le compagini in campo nelle varie regioni. Quindi ha spiegato che la responsabilita' del pasticcio sulle candidature e' interamente del Pdl il quale, "non so perche', ma le ragioni evidentemente ci sono" dice Bersani "non ha rispettato le norme imposte dalla legge". Detto questo, aggiunge, "in tutt'Italia ci sono state liste che sono state escluse o non sono state ammesse. Per questo il centrodestra ora si deve porre un problema enorme di parita' di condizioni".

 

POLVERINI -  "Oggi in piazza Farnese vogliamo mostrare anche la nostra rabbia". Lo ha affermato il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, prevedendo che "sara' una voce serena, pacifica, ma alta con la quale vogliamo far sentire il nostro disagio". "Dobbiamo far vedere- ha concluso - un popolo compatto".

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