Caso Mills, Berlusconi: ''La Gandus? palese nemico politico''

Caso Mills, Berlusconi: ''La Gandus? palese nemico politico''

Caso Mills, Berlusconi: ''La Gandus? palese nemico politico''

ROMA - "Un palese nemico politico". E' questo il giudizio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla presidente del collegio che ha emesso la sentenza sul caso Mills, dalla quale lo stesso premier esce con l'accusa di avere corrotto l'avvocato inglese. E lo ha fatto in un'anticipazione del prossimo libro di Bruno Vespa. "E' curioso sostenere, come ha fatto la Corte d'Appello, che la Gandus, pur essendo un mio dichiarato e palese nemico politico nel momento in cui arrivasse a scrivere una sentenza nei miei confronti saprebbe non venir meno al vincolo d'imparzialità impostole dalla Costituzione", ha spiegato il premier.

 

Berlusconi assicura di non avere mai incontrato personalmente l'avvocato: "era uno dei tantissimi avvocati di cui all'estero il gruppo Fininvest si era servito occasionalmente. Io non ricordo di averlo mai conosciuto". "Le mie società ne tanto meno io - ha aggiunto Berlusconi - avevamo ragioni per fare quel versamento a Mills che proprio con le sue dichiarazioni era stato il principale responsabile di una sentenza di condanna. Davvero un'assoluta assurdità".

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