Caso Ruby, Berlusconi: ''Non siamo in uno stato di polizia''

Caso Ruby, Berlusconi: ''Non siamo in uno stato di polizia''

Caso Ruby, Berlusconi: ''Non siamo in uno stato di polizia''

ROMA - "Sono tranquillo. Non dovete demoralizzarvi". Silvio Berlusconi ha spronato così i suoi durante il Consiglio dei ministri che si è svolto venerdì mattina. "Non siamo in uno stato di Polizia, ma in una democrazia - ha detto il premier facendo riferimento al  ‘caso Ruby' che lo vede indagato con l'accusa di concussione e prostituzione minorile -. Non dobbiamo farci travolgere dagli atti di questi pm che sono stati respinti dalla Giunta per le autorizzazioni alla Camera".

 

Ma intanto fonti della Procura di Milano, che indaga sul ‘Ruby-gate', hanno fatto sapere che la richiesta di giusto immediato nei confronti del premier sarà mandata al gip "prestissimo". Le parole di Berlusconi nel frattempo hanno sollevato la rabbia dei magistrati: "Non c'è uno scontro istituzionale. C'è un'aggressione alla magistratura da parte di chi rifiuta il principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge", è il duro affondo del segretario dell'Anm Giuseppe Cascini.

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