Centro-destra domani al Quirinale, ma senza Udc

Centro-destra domani al Quirinale, ma senza Udc

ROMA – Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, della Lega, Umberto Bossi e di An, Gianfranco Fini, incontreranno giovedì il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al Quirinale per esprimere la preoccupazione per la situazione del Paese dopo le elezioni amministrative. Non verranno chieste le elezioni come hanno confermato martedì sia Berlusconi che Bondi.

Salire al Quirinale da Giorgio Napolitano ''è assolutamente inutile, oltre che improprio. Si tira Napolitano per la giacca e si finisce per fare il gioco di Prodi. Così facendo Berlusconi e Fini non fanno altro che tenere in vita questo governo, regalargli altri mesi di vita. Il contrario del loro obiettivo''. Il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, ribadisce la posizione dei centristi in una intervista a 'Il Corriere della sera'. E insiste sul fatto che ''la maggioranza deve cadere in Parlamento, al Quirinale si va il giorno dopo la crisi''.

"E' doveroso, e non solo naturale, andare da Napolitano. Sarebbe disdicevole se l'Udc non lo facesse". Sono le parole del leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, al termine di un incontro avvenuto martedì con gli alleati dell'Udc Cesa e Casini. Secondo Fini è necessario che tutta l'opposizione sia compatta a salire al Colle al fine di denunciare la ''situazione pericolosa perchè l'attuale esecutivo sta determinando conseguenze molto gravi, anche per le istituzioni". Fini ha sostenuto che il Governo Prodi è sopravvissuto grazie al voto"dei senatori a vita" e che "è talmente fragile da rendere sempre più agevole per qualche singolo senatore, avanzare richieste finalizzate alla concessione di un voto favorevole, esponendo l'esecutivo a una sorta di permanente ricatto".Oggi pomeriggio è in programma un incontro a Palazzo Grazioli tra il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e il Gianfranco Fini (Alleanza Nazionale) per discutere sull’esito dei ballottaggi nei quali il centro-destra è riuscito a ‘’conquistare’’ i comuni di Parma, Matera e Latina. Verrà discussa anche la decisione di andare da Napoletano già concordata tra Berlusconi e Umberto Bossi (Lega). Il leader del Carroccio ha affermato che un Paese ‘’paralizzato’’ ha l’’’assoluto bisogno di riforme’’. Ma con un ‘’Parlamento ingovernabile’’ secondo Bossi queste riforme non verranno effettuate.

''Al presidente della Repubblica chiederemo le elezioni anticipate subito, perchè il governo fa solo danni. Chiederemo che il capo dello Stato prenda atto di questa situazione e consenta la nascita di un governo basato su una maggioranza stabile. E tutto questo passa per le elezioni: pensiamo che si possa votare in autunno e siamo contrari a ogni ipotesi diversa dalle elezioni, come il governo istituzionale o balneare''. Lo dice il presidente dei deputati della Lega, Roberto Maroni.

''E' assolutamente necessario che Berlusconi e Bossi, e chi vorrà accompagnarli, salgano al Quirinale e chiedano un incontro con il presidente Giorgio Napolitano. A dare fondamento a questa iniziativa non vi e' solo il risultato delle ultime elezioni amministrative, ma c'è una situazione complessiva di cui tenere conto e che riguarda questo governo, che parte dal peccato originale di questa maggioranza, legato al voto delle elezioni politiche del 9 e 10 di aprile, vinte dal centrosinistra alla Camera con 25mila voti di scarto e dal centro-destra al Senato con uno scarto di 250mila voti, un esito reso ancora più sospetto dalla mancanza di volontà di verifica delle schede votate e non solo di quelle bianche''. Lo afferma il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli.

Il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, ha reso noto che la Casa delle Libertà si recherà al Quirinale non tanto per chiedere elezioni anticipate, ma ‘’per porre all’attenzione del presidente della Repubblica che la grave situazione del Paese necessità di un cambiamento’’.

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''Il risultato delle elezioni amministrative, lo sfilacciamento del governo e la progressiva consunzione della maggioranza sono sotto gli occhi di tutti. Percio' non e' necessario tirare per la giacca il capo dello Stato. Il governo Prodi si manda a casa in Parlamento e non al Quirinale". Lo dichiara il portavoce dell'Udc, Michele Vietti.

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