Ciancimino jr: ''Per mio padre Berlusconi vittima della mafia''

Ciancimino jr: ''Per mio padre Berlusconi vittima della mafia''

Ciancimino jr: ''Per mio padre Berlusconi vittima della mafia''

ROMA - "Per mio padre Silvio Berlusconi è la più grossa vittima della mafia". Lo ha affermato Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito (condannato per mafia e morto nel 2002), nel corso della presentazione a Roma del libro 'Don Vito', scritto insieme al giornalista Francesco La Licata. Su il presidente del Consiglio, ha spiegato Ciancimino jr, "non ho mai cambiato versione. Quando mio padre mi parla di lui, è il 22 luglio 1998".

 

"Sono io stesso a sollecitarlo, perché quel giorno si leggeva di Umberto Bossi che diceva che Berlusconi è mafioso e che viene a Milano con i soldi mafiosi - ha affermato il figlio dell'ex sindaco di Palermo -. Mio padre mi dice a quel punto che Berlusconi è la più grossa vittima della mafia, ma soggetti vicini a lui sono a conoscenza di situazioni antecedenti alla sua discesa in campo e riescono ad influenzarne le scelte".

 

"Io - ha evidenziato ancora Ciancimino - non ho mai sentito dire da mio padre che Berlusconi avesse frequentazioni con mafiosi: lui ha sempre detto che certa gente si era accreditata con la forza alla sua corte per poterne poi condizionare le scelte". Il figlio dell'ex primo cittadino di Palermo anche del cosiddetto "signor Franco", "l'uomo dei servizi sempre vicino a mio padre", "il burattinaio sfuggente e occulto dell'intera attività politica e imprenditoriale" di Vito Ciancimino.

 

"Io so chi è - ha affermato - ma è rischioso raccontare cose di cui non si hanno supporti cartacei. Di cose ne so tante, che non ho scritto sul libro, su Franco e anche su altri illustri personaggi, ma quando tocchi livelli così alti devi avere una documentazione a supporto. Il rischio è quello di lasciare a mio figlio, in caso contrario, l'eredità di un padre mitomane". Quello stesso figlio "al quale devo spiegare perché mi arrivano cinque proiettili di kalashnikov» e perché «continuano ad arrivarmi nuove minacce ogni giorno".

 

Secondo Ciancimino jr il padre è stato ucciso. "Mio padre - ha ricordato - dopo aver fatto un verbale con il dottore Ingroia e il dottor Caselli su mia sollecitazione, non credendo alla concretezza delle istituzioni della lotta alla mafia, disse proprio a Caselli: 'io sono famoso per il mio cognome, e perché mantengo quello che dico: quando le riuscirà a condannare anche il senatore Andreotti anche a un solo giorno di carcere, dopo 24-48 ore mi chiami e cominceremo a parlare del terzo livello".

 

"Andreotti - ha concluso Ciancimino - fu condannato a Perugia il 18 novembre del 2002, mio padre morì il giorno dopo, non ha avuto nemmeno 24 ore. E io che gli avevo parlato la sera e l'avevo trovato tranquillo, l'ho ritrovato il giorno dopo in un sacco di juta, con la casa chiusa e l'autopsia già eseguita. Qquel giorno non ero con lui e in casa non c'erano neanche i badanti moldavi, che lo curavano".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -