Continuano i raid in Libia, il regime denuncia: ''Uccisi civili''

Continuano i raid in Libia, il regime denuncia: ''Uccisi civili''

Continuano i raid in Libia, il regime denuncia: ''Uccisi civili''

TRIPOLI - Continuano i raid della coalizione in Libia. Secondo il regime è stato colpito un sobborgo di Tripoli e molti civili hanno perso la vita. Alcuni ufficiali dell'esercito di Muammar Gheddafi hanno mostrato ai giornalisti 18 corpi carbonizzati in un ospedale. Gli alleati hanno compiuto 175 missioni aeree in 24 ore, 113 delle quali compiute dagli americani. Mercoledì un attacco delle forze alleate aveva colpito ad Ajdabiya uno dei bunker del rais.

 

Nella nottata tra mercoledì e giovedì i carri armati del regime sono tornati a Misurata, sparando sulla zona vicino all'ospedale. L'ufficio del coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per la Libia, Rashid Khalikov, ha affermato che 45 persone, compresi 4 bambini, sono stati uccisi da lunedì, aggiungendo di aver visto tanti edifici danneggiati nella città di al-Zawiya, nell'ovest della Libia.

 

"Vogliamo evitare che una guerra sanguinosa proceda", ha affermato nel suo intervento in aula alla Camera il Ministro degli Esteri Franco Frattini. "Vogliamo portare aiuto a chi è in balia di un'offensiva bellica indiscriminata", ha detto il titolare della Farnesina, spiegando che è necessaria "la forza, il diritto e il potere di proteggere che l'Onu ha nel suo statuto". "Non vogliamo una Libia divisa in due, che non sarebbe nell'interesse del popolo libico", ha aggiunto.

 

Dalla Francia, il ministro degli affari Esteri, Alain Juppé, ha definito Gheddafi "un dittatore pazzo" e si è detto convinto che "alcuni nel suo entourage iniziano a porsi delle domande" sul colonnello. "Sono convinto che a Tripoli alcuni iniziano a porsi delle domande", ha affermato il capo della diplomazia francese a radio Rtl. "Dal nostro punto di vista Gheddafi è screditato, non abbiamo alcun contatto diretto con lui", ha aggiunto.

 

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Mentre l'Eliseo si è detto "fiero" di quanto fatto "in sostegno al popolo libico". Sabato è stato "messo a punto in 48 ore, perché Bengasi era circondata dai carri armati di Gheddafi". Da allora, "si è riusciti a ridurre in modo sensibile il numero delle vittime civili da parte delle truppe di Gheddafi, a rompere l'accerchiamento di Bengasi e a ridurre le capacità militari del colonnello in modo notevole".

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