Copenaghen, lo spettro del fallimento sul vertice del clima

Copenaghen, lo spettro del fallimento sul vertice del clima

Copenaghen, lo spettro del fallimento sul vertice del clima

Lo spettro del fallimento sul vertice del clima a Copenaghen. Cina, India, Brasile e gli altri Paesi emergenti accusano l'occidente in generale di essere poco generoso negli aiuti ai Paesi più poveri per sviluppare le tecnologie verdi. Tuttavia gli Stati Uniti, che hanno messo sul piatto la disponibilità a contribuire un fondo da 100 miliardi di dollari all'anno fino a 2020 per aiutare i Paesi poveri, hanno risposto che sono loro ad essersi rimangiati gli impegni già presi.

 

"Chi si prenderà il rischio di far fallire questo accordo internazionale, resterà isolato e si assumerà una responsabilità storica che non potrebbe sopportare", ha detto il presidente della Francia, Nicolas Sarkozy. Il primo ministro danese Lars Lokke Rasmussen ha confermato di aver rinunciato a presentare una bozza di accordo. "Dopo consultazioni con il G77 delle nazioni in via di sviluppo, la Cina e altri gruppi ... i documenti base per il lavoro saranno i testi presentati in pleniaria la scorsa notte", ha detto Rasmussen intervenendo davanti ai delegati della conferenza.

 

La cancelliera tedesca Angela Merkel è però scettica. "Devo dire con tutta onestà che la promessa degli Stati Uniti di tagliare le emissioni di CO2 del 4% rispetto ai livelli del 1990 non è ambiziosa", ha dichiarato la Merkel in un discorso tenuto in Parlamento prima di partire per Copenaghen, aggiungendo di temere un fallimento del vertice. "Al momento non sembra esserci alcuna negoziazione ragionevole in vista, ma spero che la presenza di oltre cento leader possa dare l'impulso necessario", ha aggiunto la cancelliera.

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