Cosentino: "Rimango al mio posto, decide solo Berlusconi''

Cosentino: "Rimango al mio posto, decide solo Berlusconi''

Cosentino: "Rimango al mio posto, decide solo Berlusconi''

 "Rimango al mio posto, l'unico che può decidere sul mio destino e su quello della regione Campania è Berlusconi e sono sicuro che deciderà, sentito il territorio campano e il parlamentari campani perché sono loro che combattono in prima linea il malgoverno della sinistra che dura da 15 anni". Lo ha affermato Nicola Cosentino, parlando della sua posizione di sottosegretario e dell'ipotesi di candidatura alla presidenza della regione Campania.

 

Cosentino, al termine dell'audizione in giunta per le autorizzazioni della Camera, ha spiegato di aver "chiesto ripetutamente di essere sentito, ma l'ufficio della procura ha deciso di agire da solo. Se mi avessero sentito, invece di dover respingere accuse infamanti, non saremmo qui... Sono indagato dal '94 senza nemmeno averne conoscenza. E poi la richiesta cautelare dura 9 mesi, guarda caso la tagliola giudiziaria cade proprio in coincidenza delle elezioni regionali".  

 

Il sottosegretario all'Economia ha poi aggiunto di non ritenere di esser "la causa di una crisi di governo, ma se avessi questa persuasione farei in modo di agevolare la cordialita' dei rapporti''. ''Un passo indietro? Il problema non sono io, ma le riforme. Se non c'e' coesione e' giusto tornare alle urne", ha aggiunto.

 

Intanto una mozione parlamentare che "impegna il governo a invitare l'onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze" è stata presentata da l'Italia dei Valori, prima firma Antonio Di Pietro, e ne chiederà la calendarizzazione subito dopo l'esito del voto sull'arresto. Sostenerla è "inopportuno", ha sostenuto in un'intervista a "La Stampa" il ministro della Difesa Ignazio La Russa, non appoggiando l'opinione di Italo Bocchino che ha parlato di valutare "un passo indietro da parte del sottosegretario".

 

"Mi dispiace che il collega Cosentino non abbia compreso lo spirito della mia richiesta di fare un passo indietro - ha spiegato il vicecapogruppo del Pdl alla Camera -. Conosco Nicola da moltissimi anni, siamo entrati assieme in Parlamento e sono certo dell'estraneita' alle accuse che i pentiti gli rivolgono. Cio' non toglie che tali vicende producono questioni di opportunita' politica ed e' in nome dell'opportunita' che a mio giudizio dovrebbe ritirare la sua candidatura e dimettersi dagli incarichi".

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