Crisi, la Lega a Napolitano: subito elezioni

Crisi, la Lega a Napolitano: subito elezioni

La Lega Nord invoca le elezioni e dopo il colloquio con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invoca lo scioglimento delle camere e chiede che “vengano indette immediatamente elezioni anticipate. Anche con questa legge elettorale siamo sicuri che ci sarebbe una maggioranza solida e stabile anche al Senato". La Lega ha poi chiesto a Napolitano di “convincere Prodi a desistere da una operazione poco corretta" sulle nomine negli enti pubblici dei prossimi mesi.


Entrano nel vivo le Consultazioni del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per risolvere la crisi di governo apertasi con la caduta di Romano Prodi. Oggi Napolitano comincerà a incontrare i partiti più rilevanti, come la Lega Nord che stamattina alle 9 ha riaperto il giro di incontri. Sarà poi la volta delle delegazioni di Udc, Rifondazione Comunista e Alleanza Nazionale. Per Berlusconi l’unica soluzione è il voto, mentre Veltroni vuole un governo di transizione.

“MILIONI DI ITALIANI IN PIAZZA” - Prosegue la polemica politica dopo la caduta del governo Prodi e il dibattito sul voto anticipato. Silvio Berlusconi ribadisce che la linea con cui Forza Italia si muove in questa crisi e' una sola: richiesta di voto anticipato. In collegamento telefonico con l'assemblea nazionale di Rete Italia, il Cavaliere scandisce: "Se non otteniamo il voto credo che milioni di persone andranno a Roma per chiederlo". Veltroni ribadisce: “In otto mese si possono fare le riforme”.


"Invito tutti alla responsabilita' nazionale – ha detto Veltroni intervenendo a Firenze alla convention del Pd sull’ambientalismo -. Faccio un appello sincero al senso di responsabilita' nazionale di tutte le forze politiche e dei loro leader che conosco e che rispetto. Lo faccio nell'interesse del Paese per scrivere nuove regole del gioco".


“E’ necessario riscrivere le regole del gioco: noi siamo disposti a farlo – ha affermato il segretario del Pd -. E siamo convinti che sia possibile prendere otto, dieci mesi, forse un anno, per avviare una stagione di riforma: cambiare la legge elettorale, i regolamenti di Camera e Senato, dimezzare il numero dei parlamentari".



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