Crisi libica, il ministro Koussa non vuole più lavorare con Gheddafi

Crisi libica, il ministro Koussa non vuole più lavorare con Gheddafi

Crisi libica, il ministro Koussa non vuole più lavorare con Gheddafi

TRIPOLI - Mentre continuano i raid in Libia della coalizione internazionale, Muammar Gheddafi è alle prese con un'altra bomba: il ministro degli Esteri libico Moussa Koussa, giunto mercoledì in Gran Bretagna su un volo da Tunisi, ha espresso l'intenzione di non voler più lavorare per il rais. Koussa, una delle figure più importanti del suo governo, non vuole più rappresentare il regime a livello internazionale. La notizia è confermata da un portavoce del Foreign Office inglese.

 

Intanto giovedì mattina la Nato ha assunto il comando di tutte le operazioni effettuate in Libia, succedendo così alla coalizione multinazionale impegnata dal 19 marzo. I raid aerei saranno diretti dal centro di comando della Nato a Napoli dal generale canadese Charles Bouchard, sotto l'autorità del quartier generale militare alleato centrale di Mons. L'ambasciatore italiano presso il Consiglio Atlantico, Riccardo Sessa. Ha spiegato che l'operazione "sarà Nato, solo Nato e tutta Nato".

 

Il presidente Barack Obama ha intanto telefonato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano esprimendo "profondo apprezzamento per la promozione della pace e della stabilità in tutto il mondo e per il costante appoggio italiano alle operazioni in Libia sotto il comando della Nato". Obama ha riconosciuto "la competenza e la conoscenza dell'Italia della regione libica e ha ribadito la volontà di continuare con consultazioni ravvicinate tra i nostri due governi, in modo da agire per proteggere il popolo libico e far valere le risoluzioni Onu 1970 e 1973".

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