Crisi libica, Obama: ''Valutiamo armi ai ribelli''. La Nato frena

Crisi libica, Obama: ''Valutiamo armi ai ribelli''. La Nato frena

Crisi libica, Obama: ''Valutiamo armi ai ribelli''. La Nato frena

ROMA - Gli Stati Uniti potrebbero garantire assistenza militare ai ribelli che stanno combattendo in Libia contro il regime di Muammar Gheddafi. "Stiamo valutando", ha affermato il presidente americano, Barack Obama. L'inquilino della Casa Bianca ha anche aggiunto che non è ancora giunto il momento per iniziare un "negoziato formale" con il rais per gestire la fine della dittatura, aggiungendo che "Gheddafi sa cosa fare per metter fine ai raid contro di lui".

 

Per Obama il rais "ha i giorni contanti", aggiungendo che "chi frequenta da vicino Gheddafi ha capito che il cappio si stia stringendo e che i loro giorni siano ormai contati. E per questo stanno pensando cosa fare in futuro, quali saranno i loro prossimi passi". Qualora Gheddafi decidesse di dimettersi, la comunità internazionale dovrebbe decidere "il modo più appropriato per facilitare questa soluzione. Ma non si tratta di un processo che si metterà in moto subito".

 

Contrario ad un eventuale armamento dei ribelli il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen: l'Alleanza è stata mobilitata in Libia "per proteggere le popolazioni e non per armarle", aggiungendo che la risoluzione dell'Onu "chiede l'imposizione di un embargo sulle armi". "Armare i ribelli sarebbe una misura controversa, una misura estrema e certamente dividerebbe la comunità internazionale", ha invece detto il portavoce della Farnesina Maurizio Massari.

 

Per il ministro degli Esteri, Franco Frattini, è' necessario "lavorare con l'Unione Africana, con la comunità internazionale per far capire" a Gheddafi che è necessario "che lasci, che se ne vada". L'uscita di scena del colonnello, ha continuato nella sua analisi il titolare della Farnesina, potrà permettere "che si apra una stagione politica" nuova, "che il comitato di Bengasi è pronto a guidare", essendo riuscito a ottenere "la legittimazione che lo rende idoneo".

 

Intanto c'è l'allarme dell'intelligence americana, che avrebbe avuto notizia di infiltrazioni terroristiche tra i combattenti dell'opposizione. "Stiamo esaminando attentamente il volume, la composizione, le personalità, per capire chi sono i leader di queste forze di opposizione", ha spiegato il comandante della Nato in Europa, ammiraglio James Stavridis, secondo il quale fra i militanti ci sarebbero infiltrazioni di "Al Qaeda ed Hezbollah".

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