Csm, Brigandì dichiarato incompatibile

Csm, Brigandì dichiarato incompatibile

MILANO - E' accusato dalla Procura di Roma con l'accusa di abuso di ufficio per aver passato al quotidiano "Il Giornale" un documento del Csm su Ilda Boccassini, il magistrato della Procura di Milano titolare dell'inchiesta che vede imputato il premier Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile.

 

Matteo Brigandì, della Lega, non è più consigliere laico del Csm. Con una decisione senza precedenti, il Plenum di palazzo dei Marescialli lo ha dichiarato decaduto dalla carica di consigliere per incompatibilità. La decisione è passata con 19 sì, tre no e due astenuti.

 

La ragione: non essersi dimesso per tempo da ruolo di amministratore della Fin Group, mentre la legge stabilisce l'incompatibilità tra l'essere componente di un consiglio di amministrazione di una società commerciale e l'incarico di consigliere del Csm.

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