De Magistris anima il congresso Idv: ''Voto Di Pietro, ma io più giovane''

De Magistris anima il congresso Idv: ''Voto Di Pietro, ma io più giovane''

De Magistris anima il congresso Idv: ''Voto Di Pietro, ma io più giovane''

ROMA - "Io lo dico subito: io approvo la mozione Di Pietro". Così Luigi De Magistris intervenendo venerdì pomeriggio dal palco del congresso Idv all'hotel Mariott di Roma  ha spento sul nascere l'ipotesi di una sua candidatura contro Antonio Di Pietro. De Magistris ha aggiunto: "Credo che lui debba essere alla guida di un grande percorso politico, per farlo bisogna passare da movimento politico a partito d'azione. Per farlo- ribadisce- occorre fare una squadra. E' inutile pensare ai duelli".

 

Tuttavia De Magistris non ha lesinato 'colpi' al leader Idv a cominciare dal dato anagrafico: "tra me e Antonio ci sono venti anni di differenza. Per mia fortuna e per tua sfortuna", dice. "Io ho vent'anni di meno di Di Pietro". In realtà la differenza di eta' tra i due ex pm e' di meno. Di Pietro è nato a Montenero di Bisaccia il 2 ottobre 1950, De Magistris a Napoli il 20 giugno 1967.

 

De Magistris, che ha preso la parola in un mare di applausi, ha dichiarato che votera' la mozione del leader Idv, illustrando un progetto politico alternativo a quello del leader Idv. A cominciare dal tema della democrazia interna. "Non reprimiamo il dissenso interno- ha detto - Se c'e' qualcuno che non e' d'accordo bisogna capire, discutere. Non dobbiamo avere paura del nuovo che avanza anche nel nostro partito".

 

Apre a un movimento piu' largo che passi per il riconoscimento di Idv "come partito della costituzione", un riferimento, dice, da inserire anche nel simbolo. "Dobbiamo essere un partito del lavoro e contro la xenofobia e il razzismo", sottolinea. "Non credo- aggiunge- che Idv debba mirare a un posizionamento delle forze politiche al centro. Con questa Udc si puo' fare il laboratorio dei cannoli, ma non il laboratorio politico".

 

L'ex pm ha affrontato poi il nodo del suo rapporto con la Sinistra: "E' chiaro che io guardo piu' a sinistra- ammette- io vedo bene una Idv che mentre dialoga con il Pd si pone come baricentro unitario, punto di riferimento essenziale dell'aggregazione delle altre forze del centrosinistra". E' una risposta implicita a Massimo Donadi che dal palco del congresso ha sparato a zero "contro gli apprendisti stregoni che cercano di costruire in provetta delle chimere che salteranno in aria alla prova del consenso". E contro Belisario che dice a chiare lettere: "Io non sono di sinistra, sono di Italia dei Valori".

 

De Magistris non ci sta: "Non bisogna preoccuparsi di un eccessivo spostamento a sinistra- dice- Non e' vero, noi cosi' cresceremo tantissimo". Quindi propone un patto con il popolo dei movimenti, del Nob Day: "Non dobbiamo avere paura, dobbiamo mettere insieme movimento, piazze, democrazia partecipativa e noi. Per farlo non dobbiamo pensare che la formazione politica avvenga solo con le tessere. Dobbiamo coniugare modalita' tradizionali con un grande dibattito nel paese per la formazione di tanti tipi di classi dirigenti. C'e' tanta gente nel paese che ci guarda con speranza- conclude tra gli applausi- non dobbiamo deluderli".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -