Demolizioni, Fini non annulla il voto: ''Spettava alla Bindi. Ora è tardi''

Demolizioni, Fini non annulla il voto: ''Spettava alla Bindi. Ora è tardi''

Demolizioni, Fini non annulla il voto: ''Spettava alla Bindi. Ora è tardi''

ROMA - Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, non ha annullato la votazione della pregiudiziale lo scrutinio sul decreto "recante temporanea sospensione di talune demolizioni disposte dall'autorità giudiziaria in Campania" nel quale la maggioranza è andata sotto con 249 sì e 231 no.

 

"C'erano i presupposti perché il voto sulla pregiudiziale al decreto legge sulle demolizioni fosse ripetuto, ma immediatamente. A un giorno di distanza, alla luce del regolamento, non è più possibile annullare lo scrutinio e procedere a una nuova votazione", ha detto il numero di Montecitorio.

 

Mercoledì mattina, su richiesta di Pdl e Lega, si è riunita la conferenza dei capigruppo. La maggioranza ha ribadito le proprie accuse alla vicepresidente, Rosy Bindi, di aver chiuso la votazione troppo presto, impedendo ad alcuni deputati di Pdl e Lega di partecipare e permettendo così l'approvazione della pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'Italia dei Valori.

 

Sulla regolarità del voto l'ultima parola spettava però a Fini, che ha ascoltato i due deputati segretari d'aula in turno alle 18.58, durante la votazione "incriminata" (Lusetti del Pd e Fallica del Pdl), e ha visionato i filmati della seduta.

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