Dimissioni Scajola, l'interim a Berlusconi

Dimissioni Scajola, l'interim a Berlusconi

Dimissioni Scajola, l'interim a Berlusconi

Il presidente della Repubblico Giorgio Napolitano ha firmato il decreto in cui ha accettato le dimissioni di Claudio Scajola da ministro dello Sviluppo economico, affidando l'interim al premier, Silvio Berlusconi. Durante il colloquio al Quirinale (presenti Gianni Letta e Donato Marra) Berlusconi spiegato al capo dello Stato di essere stato "colto alla sprovvista" dalle dimissioni di Scajola, di non avere intenzione di mantenere a lungo la responsabilità del dicastero.

 

Berlusconi allo stesso tempo avrebbe chiesto "più tempo" per presentare il nome del nuovo ministro. In particolare, il premier avrebbe parlato di spinte contrapposte all'interno della maggioranza e della necessità di cercare una «"oluzione di sintesi" che metta d'accordo tutti. Lo stesso Berlusconi avrebbe sottolineato che «ci sono molti candidati".

 

All'indomani delle dimissioni di Scajola, Umberto Bossi non ha dubbi sulla tenuta della coalizione di governo: "La maggioranza non è spaccata - ha assicurato il leader della Lega. - Nessuno scossone, c'è solo un ministro in meno. Certo, la gente ci rimane male...". Sulla poltrona, nessuna richiesta al momento del Carroccio: "Berlusconi è il presidente del Consiglio. Decide lui".

 

"Se ci dovessero essere addirittura tre o quattro ministri in una situazione simile a quella di Scajola credo che l'intero governo dovrebbe andare a casa al più presto", ha affermato il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. A chi gli chiede un'opinione sulla tenuta del governo, l'ex pm ha così risposto: "Credo sia un bene per il paese che questo governo vada a casa. Quindi non è un rischio, è un bene. Ci auguriamo che al più presto possibile questo governo piduista e fascista vada a casa".

 

"Mi pare che siamo in presenza, al di là delle doverosissime dimissioni di Scajola, a una vera giostra di Stato, appalti secretati, pubblici ufficiali corrotti, soldi trasferiti illegalmente all'estero e poi a quanto pare ripuliti con lo scudo fiscale", ha commentato il leader del Pd, Pier Luigi Bersani. "Davanti a una cosa del genere non si può dire che tocca solo alla magistratura, qui tocca al governo venirci a dire cosa c'è nel sottoscala di questa Repubblica e di fare veramente chiarezza su una vicenda che può essere ancora più torbida di quello che abbiamo visto fin qui".

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