Dl incentivi, il governo pone la fiducia. E' la 32esima del Berlusconi IV

Dl incentivi, il governo pone la fiducia. E' la 32esima del Berlusconi IV

Dl incentivi, il governo pone la fiducia. E' la 32esima del Berlusconi IV

ROMA - Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha posto in aula alla Camera la fiducia sul maxiemendamento al decreto legge incentivi, sul quale ha annunciato alcune modifiche "puramente formali". Il voto si terrà mercoledì alle 17,15. Giovedì mattina il voto finale sull'intero provvedimento. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo della Camera. Con la fiducia posta sul decreto incentivi, il governo Berlusconi arriva a 32 fiducie in due anni.

 

"Non c'e' nessuna ragione che possa giustificare la decisione del governo di imporre il voto di fiducia sul decreto legge incentivi", ha affermato Erminio Quartiani, segretario d'Aula del Gruppo del Pd alla Camera. Infatti, l'opposizione, "presentando un numero esiguo di emendamenti, ha dato la propria totale disponibilita' per rendere possibile il voto finale sul provvedimento domani. Inoltre, la commissione Bilancio ha modificato molte coperture ma nonostante questo il Governo non ha ritenuto opportuno fare una verifica della disponibilita' di tutte le commissioni competenti ad accoglierle. Dunque, e' una scelta incomprensibile".

 

"Il gruppo del Pd aveva dato piena disponibilita' a ritirare tutti gli emendamenti se il governo avesse accettato di affrontare e risolvere due questioni a nostro parere fondamentali: quella delle polizze dormienti, dando la possibilita' a migliaia di cittadini di riottenere i loro risparmi maturati e non riscossi, e quella relativa a Tributi Italia spa per evitare il dissesto di circa 500 comuni, garantendo l'occupazione ai lavoratori della societa' da mesi senza stipendio", hanno affermato in una nota congiunta i capigruppo nelle commissioni Attivita' produttive e Finanze del Pd Andrea Lulli e Alberto Fluvi, che denunciano: "E' molto grave il rifiuto posto dalla maggioranza che, ovviamente per motivi tutti interni, ha deciso di chiedere la fiducia".

 

"La fiducia non serve ad abbreviare i tempi di approvazione del decreto". E' stata posta perche' e' "l'unico modo per tenere in piedi una maggioranza sbrindellata", ha dichiarato il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini. Oltre ai dissapori con i finiani, ha aggiunto, "c'e' grande nervosismo tra i deputati vicini al ministro Scajola". Quindi "diventa difficile" tenere uniti "due dissensi", conclude Franceschini.

 

"Siamo a una fiducia e mezza al mese, agosto e Natale compresi", ha commentato il leader del Pd, Pier Luigi Bersani. "Stavolta hanno fatto ricorso alla fiducia con 15 giorni davanti, senza nessuna urgenza parlamentare", aggiunge. "E' il segno- ha aggiunto - di un'azione di governo all'empasse conclamata e che fa solo chiacchiere".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -