Egitto, ancora un bagno di sangue. E dalle opposizioni no al governo

Egitto, ancora un bagno di sangue. E dalle opposizioni no al governo

Egitto, ancora un bagno di sangue. E dalle opposizioni no al governo

MILANO - E' di dieci morti e oltre 1500 feriti il bilancio degli scontri di mercoledì al Cairo in piazza Tahir tra i sostenitori di Hosni Mubarak e gli oppositori al regime che chiedono un avvicendamento alla guida del Paese. E anche per giovedì si teme un nuovo bagno di sangue. Nel frattempo Mohamed ElBaradei e i Fratelli Musulmani hanno respinto l'offerta di dialogo avanzata dal neo-premier egiziano Ahmed Shafik, affermando che "prima deve andarsene Mubarak".

 

"Abbiamo rifiutato l'incontro - ha spiegato ElBaradei - per noi qualsiasi negoziato presuppone le dimissioni di Mubarak e anche il ripristino della sicurezza a piazza Tahrir". Mohammed al-Beltagi, membro dei Fratelli musulmani, ha fatto reso noto che la sua organizzazione "rigetta qualunque risultato emerga dall'incontro". Hanno invece accettato di dialogare con il governo i liberali del partito Wafd. Il premier ha preannunciato l'apertura di un'inchiesta per gli incidenti, parlando di "errore fatale".

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