Faenza, elezioni 2010. Repubblicani amareggiati per il calo dei votanti

Faenza, elezioni 2010. Repubblicani amareggiati per il calo dei votanti

FAENZA - "La sincera cultura democratica, meccanismo virtuoso per la buona amministrazione del territorio, si alimenta di gesti semplici. Nelle colorate settimane di campagna elettorale, belle, utili e ricche di contenuti a differenza di quelle trascorse a livello nazionale, abbiamo espresso soddisfazione per la partecipazione, l'impegno volontario, la militanza di tanti cittadini. Tra tutti però, quello di infilare una scheda elettorale nell'urna è di sicuro il gesto più importante e significativo".

 

E' quanto si legge in una nota diramata dal partito Repubblicano di Faenza, che si rammarica per il calo di votanti alle elezioni regionali e comunali del 28 e 29 marzo.

 

"Alla chiusura dei seggi, e ringraziando fin da ora presidenti e scrutatori che assicureranno l'assoluta regolarità dello spoglio e del conteggio dei voti, il Partito Repubblicano Italiano esprime rammarico per il calo percentuale del numero di votanti nel comune di Faenza. Di fronte ad un -3,95% del dato di affluenza, poco importa sottolineare che qui si è votato ben più che altrove, soprattutto al termine di una competizione che ha visto in campo ben 7 candidati sindaco, 13 liste a loro sostegno e 356 persone impegnate in prima persona per il Consiglio comunale, ma che, evidentemente, non ha saputo comunicare agli elettori la forza vera di un quadro così articolato".

 

"Il PRI, partito responsabile e di governo che si presentava con il proprio simbolo dopo 16 anni di assenza dalla scheda elettorale - continua la nota - ha aperto la propria lista ad una maggioranza di candidati indipendenti espressione vera della società civile, ha contribuito ad arricchire il quadro politico della nostra città scegliendo un autentico confronto programmatico con Giovanni Malpezzi e il sostegno alla coalizione di centrosinistra".

 

"Altri - concludono i repubblicani - in un sistema che prevede l'elezione diretta del primo cittadino, non solo hanno preferito la frammentazione, ma hanno addirittura scelto di disprezzare con i loro slogan il ruolo che la nostra Costituzione riconosce ai partiti. Speriamo che almeno ora queste liste civiche leggano correttamente i numeri dei votanti e secondo la loro sbandierata specificità cittadina si assumano il compito di spiegare esattamente i termini in cui avrebbero contribuito a coinvolgere i nostri concittadini al voto".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -