Fiat, Berlusconi: ''Non penalizzi l'Italia''

Fiat, Berlusconi: ''Non penalizzi l'Italia''

Fiat, Berlusconi: ''Non penalizzi l'Italia''

ROMA - Continua a far discutere l'annuncio dell'ad della Fiat, Sergio Marchionne, di trasferire una parte consistente della produzione spostata in Serbia. Sull'argomento è intervenuto il premier Silvio Berlusconi: "In una libera economia e in un libero Stato, un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione". "Mi auguro soltanto - ha aggiunto - che questo non accada a scapito dell'Italia e degli addetti italiani a cui la Fiat offre il lavoro".

 

Contrario alla decisione dell'amministratore delegato del Lingotto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni: "Non sta nè in cielo nè in terra". Il ministro Welfare Maurizio Sacconi ha sottolineato la disponibilità del governo ad agevolare il dialogo: "Tra le organizzazioni firmatarie di Pomigliano d'Arco e la Fiat il dialogo non si è interrotto e confido anche nella Cgil. Nel momento in cui ci segnalassero l'esigenza, noi siamo immediatamente  pronti a convocare le parti".

 

Secondo il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, Marchionne, non intenderebbe "pregiudicare quella 'T' che nell'acronimo Fiat rimanda a Torino". Il primo cittadino del capoluogo piemontese lo ha affermato in Consiglio comunale dopo aver parlato per telefono con Marchionne e con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "A Marchionne - ha aggiunto - ho chiesto che si possa affrontare il nodo Mirafiori e mi è sembrato di trovare da parte sua ampia disponibilità".

 

"Dico questo senza indulgere a facili ottimismi", ha chiosato. Quanto a Sacconi "ho apprezzato molto il suo gesto", ha detto Chiamparino riferendosi al tavolo che il ministro intende aprire. "Gli ho detto che però su quel tavolo deve mettere qualcosa in più della sua disponibilità - ha continuato -. Non possiamo, né dobbiamo fare come la Serbia, e non aggiungo altro. Ma senza politica industriale non si va da nessuna parte".

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