Filippine, Vagni nelle mani di un nuovo gruppo di ribelli islamici

Filippine, Vagni nelle mani di un nuovo gruppo di ribelli islamici

Filippine, Vagni nelle mani di un nuovo gruppo di ribelli islamici

MANILA - Eugenio Vagni è stato consegnato ad una nuova banda di ribelli islamici. Viene così smentita la notizia della liberazione dell'operatore della Croce Rossa, finito il 15 gennaio scorso nel sud delle Filippine nelle mani dei ribelli musulmani del gruppo Abus Sayaf. Il capo della Polizia, Jesus Verzosa, ha assicurato che Vagni è ancora vivo nonostante l'aggravarsi del suo stato di salute. Nel frattempo un portavoce dell'esercito ha annunciato un nuovo blitz militare.

 

La Farnesina ha ribadito il suo no all'ipotesi di blitz che possano mettere in pericolo la vita di Vagni. "Noi siamo contrari ad azioni che possano mettere a repentaglio la vita dell'ostaggio", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Maurizio Massari, ricordando che l'isola in cui e' tenuto in ostaggio Vagni "e' molto piccola, ci sono diversi gruppi che fanno capo ad Abu Sayyaf e che pero' non rispondono a logica facilmente decifrabile".

 

Le condizioni di Vagni, costretto all'immobilità da un'ernia, si sono fatte preoccupanti. Gli altri due operatori finiti nelle mani dei guerriglieri del gruppo di Abu Sayyaf, la filippina Mary Jean Lacaba e lo svizzero Andrea Notter, sono stati liberati rispettivamente il 2 ed il 18 aprile scorsi. "La situazione è molto fluida, stiamo facendo tutte le verifiche - ha spiegato Massari - Stiamo facendo le nostre verifiche anche perché sul territorio filippino sono presenti diversi gruppi non facilmente assimilabili ad un'unica logica".

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