Finanziaria, dopo il sì del Senato tensioni nella Cdl

Finanziaria, dopo il sì del Senato tensioni nella Cdl

E’ scontro nel centrodestra dopo l’approvazione al Senato, avvenuta ieri sera, della Finanziaria 2008. Una votazione che, negli intenti iniziali della Cdl, avrebbe dovuto far cadere il governo; ma qualcosa evidentemente non ha funzionato. “Non ho mai parlato di spallata o di scadenze particolari, ho sempre parlato di implosione della sinistra e questa implosione c'è stata”, ha commentato il leader di FI, Silvio Berlusconi intervenendo su Canale 5 a “Panorama del giorno”.


“SOLO IO MI SONO SPESO” - "Direi che non deve cambiare niente. L'unita' del centrodestra e' necessaria e credo che tutte le forze politiche del centrodestra ne siano consapevoli". Lo ha detto Silvio Berlusconi, a 'Panorama del mattino', parlando delle prospettive del centrodestra dopo il voto di ieri sulla Finanziaria al Senato. Il leader di Forza Italia ha anche replicato alla lettera che gli ha scritto stamattina Gianfranco Fini sul 'Corriere della sera'".


IL VIA LIBERA DEL SENATO - E’ stato un parto lungo, difficile, travagliato: ma alla fine il governo ce l’ha fatta ed ha superato lo scoglio del voto della Finanziaria al Senato con 161 voti favorevoli e 157 contrari. L’intesa è stata resa possibile dall’emendamento presentato dal senatore diniano Nicola D’Amico, sul quale sono confluiti compatti tutti i voti dell’Unione. Subito dopo il voto è scattata una rissa, fomentata da un senatore di Forza Italia contro un deputato di centrosinistra.


Complessivamente la manovra conta su 11,7 miliardi di euro. Ora il provvedimento dovrà passaro al vaglio della Camera dei deputati. Soddisfatto il premier Romano Prodi, che subito dopo il voto ha abbracciato calorosamente il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa.


Mentre sui banchi del centrosinistra andavano in scena manifestazioni di soddisfazione, strette di mano e pacche sulle spalle, da quelli del centrodestra sono partiti insulti e cori. In particolare dopo un “vergogna, vergogna”, qualche senatore si è lasciato andare ad un roboante “vaffanculo!”.


VIA LIBERA ALLA CLASS ACTION - Un errore del senatore di Forza Italia, Roberto Antonione, ha dato il via libera all'emendamento che introduce la class action in Italia. Se il rappresentante degli azzurri avesse votato no, il totale dei voti fra contrari e astenuti sarebbe stato pari ai consensi ottenuti dal provvedimento, causandone quindi la bocciatura, secondo il regolamento del Senato. La proposta sulla class action e' passata con 158 sì, 40 no e 116 astenuti. Possibile il voto in nottata.


Braccia in alto a pugni chiusi, come un centravanti dopo aver segnato un gol. Così Roberto Manzione ha esultato dopo l'approvazione del suo emendamento alla finanziaria che introduce la class action.


IL KO - Il Governo e la maggioranza sono stati battuti in aula al Senato con 156 sì, 153 no e un astenuto, su un emendamento del senatore Cosimo Izzo (FI) all'articolo 93 del ddl sulla stabilizzazione dei precari. Il testo è passato a causa dell'assenza al momento del voto di senatori, tra i quali Lamberto Dini e del suo compagno di gruppo Giuseppe Scalera. I diniani hanno incassato il si sull’emendamento relativo alla regolarizzazione dei precari nella pubblica amministrazione. Il voto favorevole della maggioranza alla proposta del gruppo che fa capo a Dini è servito probabilmente per mettere al riparo la maggioranza da sorprese durante il voto finale alla manovra.


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