Fini a Berlusconi: ''Rassegni le dimmissioni e apra la crisi''

Fini a Berlusconi: ''Rassegni le dimmissioni e apra la crisi''

Fini a Berlusconi: ''Rassegni le dimmissioni e apra la crisi''

PERUGIA - Con Silvio Berlusconi e il Pdl è una pagina ormai chiusa. E' il messaggio lanciato dal leader di Futuro e Libertà Gianfranco Fini dal palco della convention del partito a Bastia Umbra. Il presidente della Camera ha quindi chiarito: è possibile un nuovo patto di legislatura ma solo con una nuova agenda politica. Ma prima il presidente del Consiglio Berlusconi deve dimettersi e aprire la crisi. Se non si dimetterà Fli è pronta ad uscire dal governo.

 

"Fli non sarà certo An in piccolo - ha puntualizzato Fini alla platea - ma non sarà nemmeno una sorta di zattera della medusa pronta a accogliere naufraghi di ogni stagione. Porte aperte a tutti esclusi affaristi e carrieristi". "Nel nostro manifesto dei valori - ha spiegato Fini - c'è il rispetto per la persona umana con la tutela dei diritti civili di ogni persona umana: senza alcuna distinzione e senza alcuna discriminazione".

 

Il leader di Montecitorio ha chiarito che "rispettare la persona non vuol dire distinguere tra bianchi e neri, tra cristiani, musulmani ed ebrei, tra eterosessuali ed omosessuali, tra cittadini italiani e stranieri. La persona è al centro di qualsiasi cultura politica che voglia creare i presupposti per l'armonia. E la legalità è la condizione essenziale per la liberta".

 

Quindi una frecciata agli ex alleati: "Noi non siamo contro Berlusconi, ma siamo oltre il Pdl e oltre Berlusconi, il nostro progetto va oltre. Il Pdl e Berlusconi sono una pagina chiusa". "La grande rivoluzione liberale non si è mai realizzata se non in minima parte", ha detto ancora Fini. "L'Italia non è il Paese dei balocchi che dipinge Berlusconi", ha aggiunto. "Questo governo - ha continuato il leder di Fli - non ha il polso del Paese. Non sa quali sono le ansie e i timori degli italiani".

 

Fini non ha risparmiato il governo dalle critiche: "tampona le emergenze, ma non ha la rotta. Non ha un progetto per costruire l'Italia di domani. È un governo che vive alla giornata. Il governo non ha preso coscienza che ci sono 4-5 questioni da affrontare, priorità nell'agenda degli italiani, altro che il ddl intercettazioni. Si devono mettere in campo politiche di ripresa. Non si può liquidare tutto parlando di assurde congiure o che c'è il governo del fare".

 

"Mi sembra che a volte questo governo del fare sia il governo del fare finta che tutto vada bene senza tenere conto dei problemi della società", ha evidenziato. "C'è - ha spiegato - la necessità di un'altra politica, di superare la fase o si sta di qua o di là. Non è possibile che ogni volta che si parli di cercare momenti condivisi il tutto viene bollato come sinonimo del peggiore inciucio o di truffa agli elettori".

 

"Il bipolarismo - ha aggiunto il presidente della Camera - è un valore, ma finita la campagna elettorale l'altra coalizione non può rimanere il nemico da combattere con un eccesso propaganda e deficit politica". Fini ha anche contestato "la politica dei tagli lineari" del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, al quale ha però riconosciuto "merito" "per la politica di contenimento della spesa".

 

Senza citare il caso Ruby, Fini ha evidenziato "una sorta di decadimento morale. Sono temi scivolosi, credo che il moralismo sia una delle peggiori attitudini di tanti sepolcri imbiancati, pronti a far la predica e mai a guardare dentro di sé". "Credo che questo decadimento sia la conseguenza della perdita di decoro e rigore di quelli che sono i comportamenti di chi è chiamato a essere di esempio, perchè se si è personaggi pubblici si è obbligati a essere d'esempio", ha continuato.

 

Poi l'appello: "Il patto di legislatura, non si offfenda Berlusconi, non può essere un compitino in cinque punti che gli scolaretti in Parlamento devono approvare a pena di lesa maestà. Nell'agenda servono anche 2 -3 riforme per l'ammodernamento del nostro sistema istituzionale. Prima di tutto va cancellata una legge elettorale che è solo una vergogna".

 

Quindi Fini ha inviato Berlusconi a "rassegnare le dimissioni e aprire la crisi di governo. Se non si dimette noi andremo fuori dal governo". "Se non ci sarà un colpo d'ala da parte di Berlusconi e darà ascolto ai cattivi consiglieri, è evidente che Ronchi, Urso, Menia e Bonfiglio non rimarranno un minuto in più nel governo - ha continuato -. Il problema per noi non è il gioco del cerino o chi stacca la spina, perchè è chiaro che se continuiamo con le furbizie e i tatticismi la spina la staccheranno gli italiani che sono stanchi di un governo che non governa".

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