Fini: ci vuole un "salto di qualità''

Fini: ci vuole un "salto di qualità''

Fini: ci vuole un "salto di qualità''

ROMA - Gianfranco Fini auspica in un "salto di qualità" per i prossimi mesi. Il presidente della Camera, in un'intervista rilasciata a "La Repubblica", ha sottolineato come l'Italia sia un Paese "fermo" e "sfiduciato". "Si percepisce il senso di repulsione nei confronti della politica - ha aggiunto il numero uno di Montecitorio - . Questo accade perché il Paese è fermo e sfiduciato. C'è l'incubo dell'abisso" e a ciò si aggiunge il fatto che "la ripresa economica è lontana".

 

Il presidente della Camera ha gradito la metafora del ministro Giulio Tremonti, secondo il quale la crisi è come "un videogame in cui se uccidi il mostro, ne compare subito un altro. Noi non riusciamo a innestare la marcia. E questo determina una sfiducia complessiva, non solo nel governo". "Se si condivide questo approccio di sano realismo, allora ci possono essere  convergenze per le forze di maggioranza e opposizione", ha sottolineato Fini.

 

Le opposizioni non si possono riparare dietro la logica del tanto peggio, tanto meglio - ha proseguito nella sua analisi -. Sarebbe una logica sfascista. Così come per la maggioranza la logica dell'andiamo avanti, non c`è alternativa". E ha aggiunto: "La mia riflessione è rivolta a tutti e non solo al governo. Vivacchiare è negativo per tutti. Fermo restando i ruoli, della maggioranza e dell`opposizione, è un dovere proporre soluzioni per evitare l`asfissia".

 

Quanto al 14 dicembre, Fini ha "preso atto di una sconfitta politica". "Alcuni hanno fatto delle scelte che vanno rispettate anche se non ne colgo le ragioni politiche. Nel voto del 14 c'è sicuramente la conferma che Berlusconi gode della maggioranza al Senato e alla Camera. Ciò che oggi si può fare seriamente è avanzare proposte per il prossimo futuro", "voglio uscire da quello che proprio Berlusconi chiama il teatrino della politica. E non userò nei confronti del premier una sola espressione polemica".

 

Fini ha quindi definito "tempo sprecato" il tentativo di allargare la maggioranza: "Certo, c'è il tentativo di guadagnare dei singoli, ma non ci riusciranno". Sulla richiesta di sue dimissioni ha ancora una volta precisato: "Mai prese in considerazione. Mi si possono contestare posizioni politiche ma non l'incapacità di rappresentare la Camera e l'imparziale gestione dei lavori d'Aula". 

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