Fini e Bersani, le due visioni del Paese

Fini e Bersani, le due visioni del Paese

Fini e Bersani, le due visioni del Paese

ROMA - Tre minuti. Per mettere in luce i valori della destra e della sinistra. C'era grande attesa alla trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano "Vieni via con me" per gli interventi di Gianfranco Fini e Pier Luigi Bersani. Su qualche punto il presidente della Camera e il segretario del Pd si sono sfiorati. Ha esordito Bersani, a metà serata: "La sinistra è l'idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti".

 

L'ELENCO DI BERSANI - Il segretario del Pd ha parlato anche della Costituzione, "la più bella del mondo", dell'economia che "non gira se pochi hanno troppo e troppi hanno poco" e della necessità di un mercato "che funzioni senza monopoli e corporazioni perché ci sono beni che non si possono affidare al mercato come la salute, l'istruzione, la sicurezza". Bersani ha ricordato anche come il lavoro sia "la dignità di una persona, chiamare flessibilità una vita precaria è un insulto".

 

Nei suoi tre minuti c'è stato spazio per l'evasione fiscale ("chi non paga le tasse mette le mani nelle tasche di chi è più povero"), per gli insegnanti "che inseguono un ragazzo per tenerlo a scuola", per il tema dell'ambiente. Davanti a un problema "serio di salute non ci può essere nè povero, nè ricco, nè calabrese, nè lombardo, nè marocchino". Bersani ha elogiato la figura dell'insegnante "che insegue un ragazzo per tenerlo a scuola» come «l'eroe dei nostri tempi e definisce la condizione della donna »come la misura di civiltà di un paese. Calpestarne la vita è l'umiliazione di un paese".

 

Il leader Pd ha chiesto poi il rispetto per ll'ambiente e il diritto di un figlio di immigrati di essere italiano. C'è poi il diritto di una persona di scegliere se morire: "Se devo morire - ha affermato Bersani - attaccato per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento perchè un uomo resta uomo con la sua dignità anche nel momento della sofferenza e del distacco".

 

Laicità significa per Bersani "un modo per difendere la fede di ciascuno e garantire le convinzioni di ciascuno". "Infine - ha sostenuto il segretario del Pd - chi si ritiene di sinistra, chi si ritiene progressista deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace, senza odio e violenza e combattere contro la pena di morte e ogni altra sopraffazione fisica e morale". "Alla fine essere progressisti significa combattere l'aggressività che ci abita dentro: quella del più forte sul più debole, dell'uomo sulla donna, di chi ha potere su chi non ne ha. È prendere la parte di chi ha meno forza e meno voce".

 

L'ELENCO DI FINI - Fini si è basato sul patriottismo: "E' bello, nonostante tutto, essere italiani". Valori della destra sono far emergere "l'Italia che ha fiducia nel futuro perché ha fiducia in se stessa" ed "essere di destra vuol dire innanzi tutto amare l'Italia, avere fiducia negli italiani".

 

Il presidente della Camera ha evidenziato la degli italiani "di sacrificarsi, lavorare onestamente e pensare al futuro dei figli, essere solidali e generosi" come "i nostri militari che in Afghanistan ci difendono dal terrorismo, le migliaia di connazionali che fanno volontariato per aiutare gli anziani, gli ammalati, i più deboli", "le imprese e le famiglie che danno lavoro a immigrati onesti i cui figli domani saranno anch'essi cittadini italiani perché la patria da tempo non è più soltanto la terra dei padri".

 

"Per la destra - ha evidenziato ancora - lo Stato deve garantire il rispetto delle leggi e deve valorizzare l'esempio degli italiani migliori". Ed è per questo che "per la destra si dovrebbe insegnare a scuola che due magistrati come Falcone e Borsellino sono davvero degli eroi". "Un giorno la nostra Italia sarà più pulita, più bella, più responsabile e più attenta - è l'auspicio di Fini - perchè chi sbaglia paga".

 

"Senza l'autorità della legge e una democrazia trasparente ed equilibrata tra i poteri non c'è libertà ma solo anarchia, prevalenza dell'arroganza e della furbizia a discapito dell'uguaglianza dei cittadini che per la destra deve essere garantita nel punto di partenza, al Nord come al Sud, per gli uomini come per le donne, per i figli degli imprenditori come per quelli degli operai", ha aggiunto il leader di Montecitorio.

 

Perchè "la vera uguaglianza, e cioè quella delle opportunità, serve per costruire una società - ha affermato il numero uno di Fli - in cui il merito e le capacità selezionano la classe dirigente". Fini invita quindi all'ottimismo: "L'Italia ha fiducia nel futuro perchè ha fiducia in se stessa, non dobbiamo costruirla dal nulla, c'è già, bisogna solo far sentire la sua voce, la sua voce profonda, anche questo è il compito della destra".

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