Fini: ''Elezioni anticipate? E' da irresponsabili''

Fini: ''Elezioni anticipate? E' da irresponsabili''

Fini: ''Elezioni anticipate? E' da irresponsabili''

ROMA - "Non ho intenzione di fare altri partiti ma di continuare a discutere dentro il mio partito". Gianfranco Fini, dopo lo scontro con Silvio Berlusconi durante la direzione nazionale del Pdl, ha ribadito la sua posizione intervenendo a "In mezz'ora" su Rai Tre da Lucia Annunziata. "Non ci saranno imboscate - ha assicurato il presidente della Camera -. Faremo la nostra parte perché il programma di governo sia rispettato. La lealtà non può essere acquiescenza".

 

Con Berlusconi, ha evidenziato, "non c'è una questione personale, ho detto tante volte che lui è il leader". Dopo l'invito del Cavaliere a lasciare la carica di presidente della Camera se vuole avere libertà di critica all'interno del partito, Fini ha ribadito la sua intenzione di restare nello scranno più alto di Montecitorio. "Non mi dimetto. Sono e sarò invece pronto a discutere di dimissioni nel caso in cui venissi meno ai miei doveri di rispettare e di far rispettare le regole".

 

Nonostante gli screzi con il capo del governo, per Fini non è il momento di parlare di elezioni anticipate perché "è da irresponsabili" dato che ci sono "tre anni per fare le riforme". Sul Pdl, il co-fondatore del partito del centrodestra ha evidenziato che "è finita una certa fase, ne inizia un'altra". "Un partito a forte leadership non può cancellare il dissenso, le opinioni diverse. Ma Berlusconi queste cose le sa benissimo. È una questione superata".

 

Fini ha annunciato che ci saranno "delle discussioni sulle modalità con cui far funzionare meglio il partito e nulla più di questo in vista del Congresso". La terza carica dello Stato ha ricordato poi che Italo Bocchino ha messo a disposizione le sue dimissioni da vice capogruppo dei deputati. Fini è stato accusato da Berlusconi di essersi pentito di aver fondato il Pdl: "Credo di aver fatto quello che dovevo fare anche nei confronti della destra italiana. Non sono affatto pentito".

 

"Oggi voglio aiutare il partito, e dunque anche il presidente Berlusconi, a migliorare l'azione politica dell'esecutivo, su alcune questioni di cui spero di poter parlare", ha aggiunto. "Una delle cose emerse chiaramente dalla direzione - ha aggiunto ancora Fini - è che la fase 70-30 Forza Italia-An è definitivamente archiviata. Alleanza nazionale non esiste più. Forza Italia non esiste più ma esiste un Pdl in cui c'è una maggioranza e c'è un'area di opinione che su alcune questioni ha delle valutazioni diverse".

 

"Io penso - ha proseguito il presidente della Camera - di rappresentare all'interno del Pdl, insieme ad alcuni amici, una certa sensibilità di destra: una destra moderna, una destra che cerca di ascoltare le posizioni dell'altro, una destra che non insulta, che cerca di parlare senza sentenziare, una destra che non ha la bava alla bocca e non vede altro che un nemico, ma invece cerca di dialogare con l'avversario. Una destra siffatta deve, all'interno del Pdl, far sentire la sua voce".

 

Fini è entrato poi nel merito delle riforme da fare: "Dobbiamo essere certi che il federalismo fiscale non metta a rischio l'unità nazionale. Su questo inciderà positivamente la responsabilità del Presidente del Consiglio e anche dei ministri della Lega, a cominciare da Bossi". Sul tema giustizia: "Non dirò mai che la magistratura sia un cancro o un nemico". "La destra - ha proseguito - è rispetto delle regole, non solo garantismo".

 

"La legalità non è garanzia dell'impunità, ma accertamento della verità - ha aggiunto l'ex leader di An -. Dire questo non significa negare che una parte della magistratura sia iper-politicizzata. Quelli che si riconoscono nelle mie parole chiederanno di discutere cosa significa riforma della giustizia e del Csm. Siamo favorevoli alla separazione delle carriere, ma nessuno ci chieda un pm dipendente dall'esecutivo".

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