Foibe, Napolitano accusato di razzismo dal presidente croato Mesic

Foibe, Napolitano accusato di razzismo dal presidente croato Mesic

Roma - Stipe Mesic contro Giorgio Napolitano sulle foibe: il presidente croato ha accusato in una nota ufficiale il capo dello Stato di dichiarazioni "in cui e' impossibile non ravvisare aperti elementi di razzismo, di revisionismo storico e revanscismo politico".

"E' una reazione che stupisce e addolora in quanto immotivata". E' il commento del ministro degli Esteri Massimo D'Alema alle dure parole del presidente croato Stipe Mesic, che ha definito "razziste" le dichiarazioni del capo dello Stato Giorgio Napolitano sulle foibe pronunciate due giorni fa, in occasione della "Giornata del ricordo". Il ministro degli Esteri sta valutando la possibilita' di passi formali con la Croazia dopo le dichiarazioni del presidente Mesic. "Non appena - ha dichiarato a Bruxelles il titolare della Farnesina, a margine del Consiglio affari generali e relazioni esterne - prenderemo visione in modo dettagliato di queste dichiarazioni, valuteremo il da farsi, consultando anche il presidente del Consiglio e il presidente della Repubblica".

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''Mesic ha offeso non solo il presidente Napolitano, cui va la nostra piena solidarieta', ma anche la verita' storica. Le sue parole sono gravissime e inaccettabili, rischiano di allontanare la Croazia dall'Ue e rispondono solo a una logica ultranazionalista e revanscista indegna per il capo di uno stato di un paese democratico e amico dell'Italia''. Lo afferma il presidente di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini.

Così Maurizio Gasparri: ''Le parole del Presidente della Croazia sono preoccupanti e inquietanti. Il Presidente Napolitano ha con coraggio parlato della congiura del silenzio che nel nostro Paese ha cancellato dalla memoria collettiva per troppo tempo l'orrore delle Foibe''.

Prima "l'odio e la furia sanguinaria della pulizia etnica"; poi "la congiura del silenzio e l'amaro e demoralizzante oblio". Sul dramma delle foibe, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha esortato a "non tacere assumendoci la responsabilita' dell'aver negato o teso ad ignorare la verita', per pregiudiziali ideologiche e cecita' politica; e dell'averla rimossa, per calcoli diplomatici e convenienze internazionali".

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