Forlì, Alessandrini e il 'motore' Romagna: "Siamo in grado di trainare l'Italia"

Forlì, Alessandrini e il 'motore' Romagna: "Siamo in grado di trainare l'Italia"

Forlì, Alessandrini e il 'motore' Romagna: "Siamo in grado di trainare l'Italia"

FORLI' - L'Emilia-Romagna è in grado di diventare il motore dell'Italia, trainandola verso la ripresa con la grinta e la voglia di lavorare propria delle imprese locali, unita allo slancio in avanti della politica. "Servono queste due cose - ha detto Tiziano Alessandrini - per il futuro del territorio e dell'intero Paese. Non consegniamo la nostra terra a questa destra arretrata e xenofoba, capace di alzare la voce senza riuscire ad attivare un processo di programmazione e sviluppo".

 

Le parole sono quelle appunto di Tiziano Alessandrini, candidato forlivese del PD alle prossime elezioni regionali assieme a Marie Line Zucchiatti, entrambi protagonisti dell'Assemblea Territoriale del Partito Democratico tenuta giovedì 18 febbraio nella sala Santa Caterina di Forlì.

 

«Mio padre è un italiano emigrato in Francia», dice Marie Line Zucchiatti. «Mi nonno dall'Italia emigrò in Belgio. Sono nata in Francia e ho vissuto sulla mia pelle cosa significa crescere in un paese diverso da quello d'origine. E ho imparato che l'apertura agli altri e l'integrazione, l'integrità morale e il lavoro serio, sono la base da cui partire per poter dirsi cittadini veri». 

 

«Siamo stanchi - le fa eco Alessandrini - della politica fatta solo di propagandistici annunci di Stato. Ricominciamo a parlare al cervello e al cuore della gente, ragionando su prospettive concrete per il territorio con progetti e risorse certe».

 

«Il Documento Unico di Programmazione varato in questi giorni dalla giunta regionale di Vasco Errani - prosegue - mette sul piatto per i prossimi anni 145 milioni di euro, finalizzati allo sviluppo della provincia di Forlì-Cesena nei campi della ricerca e dell'innovazione, del lavoro e della mobilità, dell'ambiente e della cultura. Si tratta - sottolinea Alessandrini - di risorse vere e non fittizie, come spesso ci è accaduto di sentire nei tanti proclami arrivati dal governo in questi anni».

Tra i proclami quotidianamente urlati dai mezzi d'informazione c'è anche quello legato alla presunta fine della crisi economica: «Non siamo fuori dalla crisi», dice a chiare lettere Alessandrini. «Affermare ciò non significa essere disfattisti, ma realisti. Se le cose in Italia stanno andando meno peggio che in America o in Germania non è certo per merito del governo ma è grazie alla famiglie italiane, più solide e meno indebitate rispetto a quelle degli Stati Uniti o di altri paesi europei».

 

Un'immagine sulla realtà italiana di oggi la regala all'assemblea anche Giorgio Zanniboni, intervenuto tra gli altri dopo l'esposizione dei programmi da parte dei due candidati: «Le coste si abbassano e il mare si alza, e a noi tocca dover continuamente portar sacchi di sabbia per fermare l'avanzata del mare. Per risolvere questi problemi servono politiche nazionali serie per la tutela e lo sviluppo dell'ambiente. Che non ci sono: il governo preferisce lasciare tutto nell'emergenza, per poi gestirla di volta in volta con uomini affaristi e corrotti, come i recenti fatti di cronaca ci mostrano».

L'attenzione all'ambiente è invece per i candidati la chiave giusta per agganciare la ripresa. «La nostra Regione - sottolinea Alessandrini - si accinge a sterzare in modo netto rispetto al modello di sviluppo attuale. Vogliamo creare sul territorio una filiera incentrata sul risparmio energetico, la raccolta differenziata dei rifiuti, le fonti rinnovabili. Attorno a questo modello si costruiranno nuove imprese, creando un sistema che apre prospettive importanti, con 80mila nuovi posti di lavoro previsti entro il 2015».

 

Posti di lavoro qualificati, in grado di dare risposte ai giovani diplomati e laureati del territorio. Tra le strade indicate dal programma di Alessandrini c'è il potenziamento della formazione professionale dei giovani attraverso stage in aziende promossi dalla Regione, la valorizzazione del turismo locale e della montagna, sulla base di programmi di sostegno e potenziamento del settore agricolo.

 

«Serve poi un serio federalismo fiscale - afferma - per un'equa distribuzione delle risorse. Senza chiuderci nell'idea di voler staccare il nostro territorio dal resto della regione, ma facendoci noi protagonisti della crescita per l'intero territorio. E insieme - conclude Alessandrini - dobbiamo risolvere le criticità del territorio romagnolo, puntando alla riorganizzazione del sistema aeroportuale e fieristico, della mobilità e della logistica. Una riorganizzazione in cui non dovranno uscire vincitori o sconfitti, ma un modello nuovo di sviluppo condiviso».

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Cos'è, uno scherzo ? L'emigrazione italiana all'estero è avvenuta in una fase storica in cui il prodotto interno lordo delle diverse nazioni stava letteralmente esplodendo. Gli italiani, i greci e così via andavano dove c'era lavoro. L'Italia adesso sta attraversando una fase ciclica in cui di lavoro non ce n'è neanche per gli italiani, figuriamoci per gli immigrati. Questi, poveretti, nella migliore delle ipotesi costituiscono un dumping sociale di cui solo la Lega si è accorta. Un immigrato single è disposto a lavorare per cifre inaccettabili per un italiano con famiglia, e sto parlando anche del lavoro regolare. Questo lo sa ogni sindacalista sensato. Come si fa a chiedere un aumento in busta baga di 50 euro se già sul mercato ogni imprenditore trova lavoratori che fanno lo stesso lavoro a -100 euro ? E ripeto, non parlo del mercato nero. Non è vero che "gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non fanno più" ma "gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non fanno più a quelle cifre", che è cosa ben diversa. Se pagassero gli operatori ecologici a 3000 euro al mese, faccio per dire e senza offesa, ci lavorerei pure io. Poi magari partirebbe una politica di riciclo più sensata per risparmiare spese, ma almeno all'inizio si darebbe un poco più di respiro al mercato locale. Non vuol dire essere cattivi ma semplicemente realisti. Il sistema economico nazionale è in difficoltà, come tutti quelli europei. Sarà anche colpa di Berlusconi, ovviamente, ma non credo che tutto-tutto sia colpa sua. Ecco perché in momenti come questi bisogna avere il senso delle priorità. Meno testimonial immigrati e più testimonial con le tute blu, please. Meno paturnie sull'integrazione più ammortizzatori sociali. Meno riqualificazioni del cavolo (buone solo a ingrassare gli enti di formazione), più tutela alle famiglie con asili nido e tariffe sociali. Come una volta. E' ancora possibile ?

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