Forlì, Bissoni tra i medici: "Romagna totalmente autosufficiente su oncologia"

Forlì, Bissoni tra i medici: "Romagna totalmente autosufficiente su oncologia"

Forlì, Bissoni tra i medici: "Romagna totalmente autosufficiente su oncologia"

FORLI' - L'equilibrio finanziario per l'anno 2009 del sistema sanitario regionale è stato certificato dal ministero dell'Economia, "e dentro ci sono i 53 milioni di euro frutto del ricalcolo del bilancio dell'Ausl di Forlì per gli anni 2008 e 2009": lo dice l'assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna Giovanni Bissoni a Forlì, arrivato giovedì pomeriggio per sostenere la candidatura di Tiziano Alessandrini espressa dal Pd territoriale al Consiglio regionale. "Speriamo che questa certificazione chiuda la polemica su disavanzi delle Ausl dell'Emilia-Romagna".

 

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Si torna a parlare inevitabilmente del deficit lasciato dall'ex direttore Claudio Mazzoni, di 53 milioni di euro, durante l'incontro. E rende noto Bissoni: "La tensione con l'Irst, l'istituto di cura dei tumori di Meldola, è in via di attenuazione: la nuova direttrice ha chiuso l'accordo di fornitura dei servizi per il 2010 e si sta chiudendo il contenzioso per gli anni 2008-2009". Presto, inoltre, arriverà la visita ispettiva per dare alla struttura la qualifica di istituto scientifico di ricerca. E commenta: "Grazie all'Irst, la Romagna sull'oncologia è al punto dell'autosufficienza totale".

 

E come procede il piano di rientro dell'Ausl? Quel che si chiederà, spiega Bissoni, "è il governo dell'espansione della spesa, Forlì non può ridurre la sua rete socio-sanitaria, che si è sviluppata più degli altri, ma creando un disavanzo di bilancio , ciò vuol dire che dovrà stare un po' ferma per i prossimi anni". E sulle indagini in corso sull'argomento si limita a dire Bissoni: "La magistratura non può che trovare tutto il sistema sanitario a sua disposizione, perché il sistema ci chiede trasparenza per avere consenso".

 

Quali saranno le prossime sfide della sanità regionale? Le cita sempre Giovanni Bissoni, assessore  regionale uscente alla Sanità: "La riorganizzazione dei medici di base, con il modello delle case della salute", spiega l'assessore, parlando di trasferimento di servizi e risorse dall'ospedale al  territorio. Ma ci sarà anche "una password, con cui il cittadino potrà accedere al proprio fascicolo personale sanitario". E ancora, Bissoni: "L'accreditamento, che rappresenta l'elevazione della qualità delle relazioni tra chi governa e chi eroga servizi, non si può pensare di prescindere dai 40 mila addetti della cooperazione sociale oggi operanti".

 

Sulle liste di attesa, invece, si appella ai professionisti "per un patto per l'appropriatezza": "Siamo in assoluto la regione che offre di più sulla specialistica, siamo passati dai 47 milioni di prestazioni di cinque anni fa ai 67 del 2008, ma se rincorriamo la domanda non riusciremo mai a governare al meglio il fenomeno", sempre l'assessore. Che poi parla anche dei pronto soccorsi, che anche a Forlì resta un elemento di criticità: "Qui ci vuole un atto di concretezza e di trasparenza: se non si fa attesa si travasano sul pronto soccorso tutte la prestazioni specialisticahe territoriali". Per altro, ammette Bissoni,  "gli immigrati vedono il pronto soccorso come la porta di accesso dell'ospedale".

 

Possibili soluzioni per lenire il problema, tuttavia, saranno le case della salute. Da parte sua Tiziano Alessandrini, candidato per il Pd al Consiglio regionale mette in cima alle priorità "individuare mission differenziate degli ospedali, con il consenso dei cittadini e dei professionisti, superando le divisioni classiche per una maggiore integrazione delle cure".


Commenti (1)

  • Avatar anonimo di corso.rossi
    corso.rossi

    Mai titolo fu piu' inesatto per due motivi: primo di medici in sala mi sembra ce ne fossero molto pochi,secondo in ospedale lavorano anche altre persone che non sono medici e che non vengono mai citate come se l'ospedale andasse avanti solo per i medici e non per altre professioni che vi lavorano.Visto la considerazione in cui questi sono tenuti dal PD è probabile che in pochi riconfermino il voto alle prossime elezioni.Se i votanti PD nella sanità si vedono dalle presenze di oggi...allora si puo' stare tranquilli

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