Forlì, elezioni 2010. Alessandrini (PD): "Montagna, una risorsa per il futuro"

Forlì, elezioni 2010. Alessandrini (PD): "Montagna, una risorsa per il futuro"

Forlì, elezioni 2010. Alessandrini (PD): "Montagna, una risorsa per il futuro"

FORLI' - Prosegue il viaggio nei circoli di Forlì e delle colline per Tiziano Alessandrini, candidato del PD alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Sono tante le domande e le questioni portate alla luce in questi giorni, rivolte al candidato anche attraverso internet. Dopo aver affrontato il tema degli extracomunitari e della loro integrazione, sollevato sul sito www.scrivialessandrini.it da Giuseppe, il candidato risponde ora ad un altro intervento, sollevato da Mariano sul tema della montagna.
 
"È da anni - scrive sul sito il commentatore - che si fanno riflessioni sulla montagna ma il risultato è molto deludente. Paesi fantasma, dormitori, crisi di lavoro, paesi senza futuro, paesi che rischiano la chiusura delle scuole, paesi senza reti di comunicazione telematiche, paesi senza prospettive di sviluppo, paesi che nel loro bilancio non hanno fondi per la manutenzione stradale. Tutto questo per mancanza di una progettazione territoriale a livello provinciale e regionale, questo perchè esiste un disegno preciso quello di far chiudere ed eliminare questi comuni che sono solamente fonte di spesa... Ci ricordiamo solo di questi territori quando si devono spolpare delle loro risorse vitali vedi l' acqua o quando si devono valutare gli indici di urbanizzazione provinciali che permettono di incrementare a dismisura le città ormai diventate ingovernabili, oppure quando si fa la gita della domenica".

"In realtà - risponde Alessandrini - è il Governo ad aver abbandonato qualunque politica per la montagna. Anche in questo caso ha fatto solo tagli: per definire montani i comuni ha tenuto conto solo dell'altimetria, mettendo sullo stesso piano le Alpi e gli Appennini. In questo modo nella nostra provincia avremo, presumibilmente, solo cinque comuni montani: Portico, Premilcuore, Santa Sofia, Bagno di Romagna e Verghereto. Questi comuni riceveranno dallo Stato solo il 30% di quanto percepito prima, tutti gli altri non prenderanno più niente. La Regione Emilia-Romagna negli ultimi cinque anni ha investito nella montagna 400 milioni di euro e nella prossima legislatura investirà 500 milioni di euro, sostituendosi allo Stato Italiano che, unico in Europa, non ha ancora una legge sull'uso del suolo. Nel nostro Paese, infatti, tutti giorni c'è un'emergenza frane e spendiamo un sacco di soldi a posteriori, pagando anche un triste tributo di vite umane. Mai una volta che si investano fondi per fare prevenzione. I denari li buttiamo in Alitalia, e nel ponte sullo stretto di Messina..."

"Ancora: la nostra Regione ha approvato il piano per la montagna che non è uno strumento dirigistico. Rappresenta solo una cornice il cui contenuto va riempito, attraverso accordi territoriali da realizzare insieme ai comuni montani. È un modo per fare progetti veramente condivisi, con il concorso dei territori montani. Un'infrastruttura importante per lo sviluppo della montagna è poi quella della Banda Larga, rete di trasmissione dati che si vuole estendere dalla pubblica amministrazione alle aziende private. In questo settore è la Telecom che deve fare gli investimenti. Ma Telecom non vuole farli, perché il rientro dagli stessi non avviene nei 4 anni da loro programmati. Perché? Perché i bacini interessati dal progetto sono troppo poco popolati. La Regione sta trattando con Telecom, che temporeggia anche perché prima di cominciare i lavori aspetta i soldi dello Stato, quei famosi 800 milioni di euro già stanziati da oltre un anno per portare la Banda Larga nei territori ma che Tremonti ha bloccato, spostandoli in altra posta di bilancio (ricordate la storia dei carri armati di Mussolini? Sembravano tantissimi ma erano sempre gli stessi, spostati da una parte all'altra)".

"In attesa che Telecom porti la Banda Larga, la Provincia di Forlì-Cesena ha nel frattempo deliberato la costruzione di una rete palificata sui crinali, per far si che gli operatori privati possano utilizzarla per il servizio Wireless (ponti radio). Quando la Telecom deciderà di procedere avrà anche un vantaggio in più: il nostro territorio è già provvisto, praticamente dappertutto, di tubi interrati, già posati durante precedenti lavori di scavo, riparazione strade, ecc. L'investimento che Telecom dovrà fare, quindi, sarà decisamente inferiore

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -