Forlì, elezioni. Burnacci (Pdl): filiera del potere e città "mafiosa"

Forlì, elezioni. Burnacci (Pdl): filiera del potere e città "mafiosa"

Il candidato Sindaco del P.D. Balzani ha più volte parlato di filiera del potere da spezzare. Quando Marino Bartoletti sollevò il problema di un sistema "mafioso" (che era semplicemente un modo "più forte" di dire la stessa cosa), il centro sinistra fece una levata assordante di scudi. Forza Italia, oggi P.D.L., ha sempre sostenuto che cinquant'anni di governo (con alleanze di sinistra o di centro sinistra), incentrato sul dato costante di un partito forte di ispirazione comunista e di Sindaci comunisti e post-comunisti, ha fatto solidificare un'incrostazione di potere che impedisce il buon governo della cosa pubblica e che ha progressivamente trasformato il Comune in una struttura di parte, che non rappresenta il bene comune. E che cos'è la filiera del potere innestata nel Comune? E' un clima, qualcosa di impalpabile, o l'eccesso del potere è la risultante di fatti concreti? Farò un esempio. Il Comune gestisce servizi e iniziative attraverso la macchina comunale composta da 916 dipendenti: tale macchina comunale può essere piegata a fini di parte. Basta nominare dirigenti solo quelli dello stesso colore politico e, se ciò non basta, basta innestarci una struttura di coordinamento fatta di superdirigenti pure dello stesso colore. Il Sindaco, in questo caso, dà la prova a tutti che si è bravi e premiati solo a determinate condizioni. E così l'apparato diventa una "nomenclatura" che vede l'urbanistica, le aree, i bandi pubblici, il territorio e i servizi in base al colore e non in base ai diritti di ciascun cittadino. Tutti, da vicino, vedono che il "re è nudo" ma i Sindaci sanno che, da lontano, le falle non si vedranno e apparirà una realtà diversa: il Comune come centro di tutti. Farò un altro esempio. Il Sindaco Masini, nella prima seduta di giunta, dà parere favorevole al raddoppio dell'inceneritore: è un "assassinio" ambientale perché la localizzazione di Coriano è troppo vicina alla città e perché la potenzialità di 120.000 tonnellate, accanto al raddoppio dell'inceneritore Mengozzi, è una sproporzione gigantesca rispetto alla necessità di accrescere la raccolta differenziata.
Perché la Masini lo fa? Semplicemente per una questione di potere che ha più volti: da una parte il raddoppio dell'inceneritore è già stato deciso dai potenti di HERA; poi tra il Comune ed HERA ( i cui amministratori sono stati designati solo in base al colore politico) c'è una solidarietà di partito che supera gli interessi generali dei cittadini. Così è per HERA, così è per SAPRO e per tutte le società partecipate, da ACER alla società dell'Aeroporto. Cosa importa se il Presidente uscente dell'Aeroporto ha sperperato centinaia di milioni in consulenze e fatto con Ryanair accordi che facevano acqua da tutte le parti? Per il Sindaco era più importante difenderlo a spada tratta solo perché nominato con l'appoggio di gente importante della "filiera" del potere: quindi era intoccabile. Oggi è caduto, ma solo perchè l'opposizione ha alzato i veli più volte.
Farò un terzo esempio. Negli ultimi cinque anni, tutte le gare e gli appalti, i cui risultati ho visionato attentamente, sono stati vinti (escluso il Centro di Cottura) da cooperative o gruppi legati alla Lega delle Cooperative. Come può accadere, quando ci sono altri concorrenti validi e capaci? Certo ogni bando ha la sua storia: ma ve ne racconto una per dimostrare come la ciliegia cada dove si vuole. Ad esempio, si deve fare la gara per assegnare la concessione dei nidi. Prima si fa la "preparazione": si invoca pretestuosamente l'urgenza per dare in affidamento temporaneo il servizio ad un soggetto che interessa. Poi quel soggetto, dopo che ha gestito per un lungo periodo, è naturalmente più in grado di conoscere i dati della situazione e di fare la proposta migliore; l'apparato comunale, per conto suo, conosce bene le condizioni per far cadere la ciliegia dove si vuole. Farò poi un quarto esempio: in base al Testo Unico degli Enti Locali, è consentito ai Comuni di fare Accordi di Programma con i privati. Tale forma, agevole e importante, permette ai privati di agire più velocemente ma la condizione è che il Comune persegua primariamente l'interesse pubblico pretendendo (in contropartita) opere ed infrastrutture collettive . Gli accordi principali sono stati fatti per l'IPER e con la Ferretti-Querzoli, cui sono stati dati vantaggi senza un corrispondente interesse pubblico. Il Comune ha così manifestato il potere di scegliere i soggetti che vuole, dando i vantaggi solo ai "prediletti". Lo stesso dicasi per le tante varianti.
Potrei citare altri cento esempi di iniziative che si trasformano in filiera di potere. Ci sono gli incaricati privilegiati: tecnici, legali, revisori dei conti, ecc.
Le forme del potere sono spesso all'apparenza "garbate" e coperte, talvolta più manifeste.
Ma la filiera di potere, le cristallizzazioni verranno rotte se vince Balzani? No di certo, perché dietro ogni operazione di potere c'è il partito che trasforma e deforma le istituzioni locali. E' il P.D., che deve essere portato all'opposizione perché i suoi rappresentanti sono uomini di partito prima che uomini pubblici.
La supremazia dei favoriti, dei prediletti, delle Associazioni e delle organizzazioni "migliori", può essere interrotta con atti nuovi, con metodi nuovi. I Forlivesi ormai lo sanno: devono stare dalla parte di Rondoni Sindaco.

 
Vanda Burnacci (Consigliera Pdl al Consiglio comunale di Forlì)

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di matteol
    matteol

    Il partito della Burnacci e' quello che solo pochi giorni fa ha invitato Dell'Utri, condannato per MAFIA, a parlare nella nostra citta'. E ora accusa la sinistra di essere metaforicamente "mafiosa". Dovrebbe solo tacere.

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