Forlì, la Cgil: "Caso Acer, dimissioni del presidente non è il problema"

Forlì, la Cgil: "Caso Acer, dimissioni del presidente non è il problema"

Noto con stupore (si fa per dire) che l'avvicinarsi della scadenza elettorale innalza le sensibilità di tanti soggetti su tante vicende che a prescindere dal merito diventano più realisti del re. Sulla vicenda ACER credo che tutti debbano fare un passo indietro e debba assumersi la responsabilità chi è demandato ad assumersela; vale a dire i soci e quindi le Autonomie Locali, Sindaci e Presidente di Provincia, partendo dal merito, da una verifica trasparente e da una assunzione di responsabilità che possa portare eventualmente anche a sfiducia e dimissioni dei responsabili.


Quindi il tema oggi non è se il Presidente ACER si debba dimettere o no, ma come è stata gestita l'Azienda e le sue risorse, in senso generale e in riferimento alle proprie prerogative, e come Comuni e Provincia ne rispondono ai cittadini.


Ciò vale per tutte le partecipate pubbliche perché rimangano un valore per la collettività e non piccoli o grandi centri di potere per pochi.


Questa è una richiesta già avanzata dalle Organizzazioni Sindacali nella fase di discussione dei bilanci di previsione con i Comuni a partire da quello di Forlì e quindi non posso che condividere quanto dichiarato da Balzani; pertanto il dopo elezioni, se si vorrà, potrà veramente rappresentare l'avvio di una stagione nuova; una bella sfida per i nuovi Amministratori Locali e per chi come la CGIL è disponibile a fare la propria parte.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Roberto S
    Roberto S

    Purtroppo sempre più frequentemente chi è chiamato ad amministrare enti con finalità esclusivamente pubbliche, con l'aggravante di non essere stato eletto dal popolo, "perde di vista" le finalità del proprio incarico, quasi che la gestione fosse una cosa "privata" che riguarda l'amministratore e colui che gli ha affidato il compito di svolgere un servizio che in realtà è pubblico. Posso comprendere che si sia cercato di fare il bene della collettività, ma in caso di errore la soluzione migliore ed onesta è riconoscere i propri limiti, prenderne atto ed agire di conseguenza... Chi ha deciso di investire in modo non direttamente previsto dal proprio incarico, ha agito al di fuori del mandato ricevuto, si è assunto un rischio del tutto personale e quindi dovrebbe avere il buon senso di presentare le proprie dimissioni a chi lo ha nominato in precedenza! In un paese normale questo accadrebbe... oltre al fatto che la magistratura dovrebbe verificare se quanto accaduto sia penalmente rilevante... ma noi siamo in Italia, per fortuna!

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -