Garimberti contro il premier: ''Non offenda giornalisti Rai''

Garimberti contro il premier: ''Non offenda giornalisti Rai''

Garimberti contro il premier: ''Non offenda giornalisti Rai''

All'indomani del duro affondo del premier Silvio Berlusconi a "Porta a Porta" contro la tv di stato "rea" di esser "l'unica tv pubblica che attacca una sola parte politica, il Governo, e attaccava sempre noi quando eravamo all'opposizione", ha preso la parola il presidente della Rai, Paolo Garimberti. "Il servizio pubblico - ha detto - è al servizio di tutti i telespettatori quali che siano le loro opinioni. Completezza e pluralismo dell'informazione ne sono i principi fondanti".

 

"In tutte le democrazie occidentali le tv pubbliche sovvenzionate dal canone criticano governi, coalizioni, partiti e singoli politici senza che nessuno gridi allo scandalo - ha dichiarato Garimberti -. Gli uomini pubblici e di governo, che pensano che la Rai debba astenersi dal riportare critiche alla loro parte scambiano il servizio pubblico con le televisioni di Stato che operano in regimi non democratici".

 

"Il servizio pubblico, come dice la parola stessa - ha dichiarato il presidente della Rai - è al servizio di tutti i telespettatori, quali che siano le loro opinioni. Completezza e pluralismo dell'informazione ne sono i principi fondanti e non possono non essere il metodo di lavoro delle nostre redazioni. Il diritto di critica al nostro operato è legittimo, la delegittimazione sistematica e l'insulto no".

 

Berlusconi aveva citato nel suo intervenento "Annozero", "Report" e "Ballarò" come trasmissioni "contro la mia parte politica e contro di me". Garimberti ha preso subito le difese: "Ho solidarizzato con Vespa per le offese che gli erano state rivolte, oggi la mia solidarietà va a Raitre, a 'Ballarò', a 'Report', ad 'Annozer'o e a tutti i lavoratori del servizio pubblico attaccati ieri (martedì, ndr)".

Si svolgerà martedì prossimo l'audizione del direttore generale della Rai, Mauro Masi, davanti alla commissione di Vigilanza. Una decisione presa dall'ufficio di presidenza della commissione su proposta del capogruppo del Pd, Fabrizio Morri, dopo il caso Ballarò che, per lo stesso Morri, potrebbe aver causato "un danno all'azienda". La richiesta è stata accolta dal presidente Sergio Zavoli e alla fine anche da Lega e Pdl.

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