Gasparri propone gli arresti preventivi

Gasparri propone gli arresti preventivi

Gasparri propone gli arresti preventivi

ROMA - "Una vasta e decisa azione preventiva". Maurizio Gasparri è intervenuto così dopo l decisione dei giudici di scarcerare i 23 giovani arrestati subito dopo gli scontri di martedì scorso a Roma, dopo la fiducia al governo Berlusconi. "Invece delle sciocchezze che vanno dicendo i vari Cascini e Palamara, qui ci vuole un 7 aprile. Mi riferisco a quel giorno del 1978 in cui furono arrestati tanti capi dell'estrema sinistra collusi con il terrorismo", ha aggiunto Gasparri.

 

In realtà il presidente dei senatori del Pdl voleva far riferimento a quanto accaduto il 7 aprile del 1979, il giorno in cui, con un'enorme retata, le forze dell'ordine arrestarono diverse persone, prevalentemente legate a Autonomia operaia, accusate a vario titolo di appartenere alle frange dell'eversione. Fra gli arrestati c'era anche Toni Negri, sospettato di essere il capo delle Brigate rosse.

 

"Si sa chi c'è dietro la violenza scoppiata a Roma - ha attaccato Gasparri - Tutti i centri sociali i cui nomi sono ben noti città per città. La sinistra, per coprire i violenti, ha mentito parlando di infiltrati. Bugie. Per non far vivere all'Italia nuove stagioni di terrore occorre agire con immediatezza. Chi protesta in modo pacifico e democratico va diviso dai vasti gruppi di violenti criminali che costellano l'area della sinistra. Solo un deciso intervento può difendere l'Italia".

 

Parole che sono suonate come un "annuncio di fascismo" alle orecchie di Nichi Vendola. "Con la consueta finezza argomentativa Gasparri propone una riesumazione dell'arresto preventivo che è annuncio di fascismo - ha detto il leader di Sel al trasmissione In mezz'ora di Lucia Annunziata -, soprattutto quando parliamo di movimenti sociali che vivono in situazione di antagonismo senza rete. Gasparri - ha aggiunto - all'età di questi ragazzini aveva una attitudine a una violenza teppistica che forse ha dimenticato. Questo Parlamento non è la cattedra giusta per fare critica alla violenza".

 

L'uscita di Gasparri non ha trovato sponde all'interno del governo. "Non credo proprio che invochi leggi speciali - dice Ignazio La Russa, ministro della Difesa - Bastano le leggi che ci sono, basta solo farle rispettare".

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