Giustizia, Alfano: ''Chiederò più risorse''

Giustizia, Alfano: ''Chiederò più risorse''

Giustizia, Alfano: ''Chiederò più risorse''

MILANO - "Chiederò più risorse per la giustizia". Il ministro Angelino Alfano ha annunciato l'intenzione del governo di stanziare finanziamenti per accelerare la riforma della giustizia. "In Finanziaria - ha affermato a margine di un convegno alla Bocconi - chiederò maggiori risorse per la giustizia, sapendo di poter contare sulla disponibilità dell'intero governo, del Pdl, del presidente della Camera e di tutti coloro che credono nel funzionamento del sistema giustizia".

 

Al suo arrivo all'università milanese, il Guardasigilli ha voluto ricordare come le inchieste che riguardano il presidente del Consiglio sono cominciate nel 1994, quando Silvio Berlusconi è entrato in politica. "Nessuno - ha affermato il ministro della Giustizia rispondendo alle domande dei giornalisti - può smentire che il presidente Berlusconi ha avuto una vita, dal 1936 al 1994, cioè quando è entrato in politica, piena di grandi successi". "Nessuno è riuscito a rispondere a una domanda - ha aggiunto Alfano - che è questa: come mai tutte le inchieste sono cominciate dal 1994?".

 

A Milano Alfano tornato anche sulle parole del procuratore aggiunto Armando Spataro, che ospite della trasmissione "In mezz'ora" ha bocciato la riforma della giustizia sottolineando come in essa sia contenuta una "logica aziendale". "È l'unica cosa che condivido - ha spiegato Alfano -. Quando il pm Spataro accusa il governo di essere animato ed assistito da logiche aziendali, io lo rivendico con orgoglio". "Il senso quasi negativo, di disprezzo - ha proseguito - con cui è stata usata la parola aziendale rende ragione di come certuni vivano l'efficienza del sistema giustizia".

 

Secondo il Guardasigilli, "la giustizia italiana dovrebbe andare bene come un'azienda che funziona perché dovrebbe dare un utile e cioè rendere giustizia rapidamente ai cittadini". "Evidentemente - ha concluso - nessuno tra quelli che, con un'ostilità preconcetta, ci attacca, si rende conto che, se la giustizia italiana fosse valutata secondo canoni aziendali, sarebbe sull'orlo del fallimento".

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